Home, show room e ristorante

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Dall’equazione design e cibo nasce a Milano Home. Non un locale vetrina, ma un pozzo di idee.

Una targa di fianco al portone indica di comporre sul citofono il numero 64. Dentro, un cortile della vecchia Milano popolare e artigiana. In fondo, una porta in vetro e metallo introduce in un corridoio che sfocia in un giardino d'inverno, in un living con divano e tavolini bassi e nella sala con veranda e verde alle pareti. Siamo da Home, ultima fatica e scommessa di Monica Bagnari, food enthustiast direbbero negli Usa, che dopo essersi fatta le ossa per 7 anni con il precedente locale 360° (cucina casalinga, servizio a buffet, apertura solo a pranzo) ha deciso di voltare pagina. Ha ristrutturato lo spazio e ha dato vita a questo locale, dove sentirsi a proprio agio, come a casa.
E proprio come una casa è arredato lo spazio, agevole per 30 coperti all'interno e 10 nel giardino, progettato e arredato da Riccardo Salvi e Luca Rossire che hanno creato un ambiente anni '50 rivisitato in chiave contemporanea.
Non a caso la zona è quella di Via Tortona, al centro del quartiere della moda e del design, della creatività e dell'arte, dove i capannoni artigianali e industriali si sono trasformati in musei, spazi per eventi (qui il Superstudio è il centro di gravità delle iniziative del FuoriSalone), alberghi trendy (il Nhow), sedi di griffe famose (Armani).
Dall'equazione moda-design-food è nata l'idea, geniale, di coinvolgere i fornitori in qualità di sponsor: Iris Ceramca per i pavimenti, Emu per le sedute, Deroma per i vasi ecc. In veranda, poi, fa bella mostra di sé la vasca da bagno di Agape, oggetto scultoreo simbolo di rottura tra privato e pubblico. «Abbiamo avuto la disponibilità immediata delle aziende, che hanno colto al volo la possibilità di avere una vetrina privilegiata, una sorta di showroom in questa zona» puntualizza Luca Rossire, che è stato l'artefice del mix vincente. Ma nel ripensare allo spazio, è stato ridisegnata completamente anche la formula dell'offerta che oggi Monica, affiancata in cucina dallo chef Roberto Melziade propone in quattro varianti.
Così a pranzo, prezzo fisso a 15 euro per business lunch veloci e informali a buffet con selezione di affettati e di formaggi, un primo e un secondo caldi, dolce, acqua e caffè serviti in stoviglie informali e smart di Seletti. Alla sera, invece, l'atmosfera di Home cambia completamente: tovaglie in lino, piatti in bone china, calici di Riedel, luci soffuse e candele sui tavoli per una carta che offre piatti della tradizione a fianco di creazioni più personali (ma senza esagerazioni), che comprende 5 varianti di antipasti, primi e secondi e che varia ogni quindici giorni, per uno scontrino di 50-60 euro (vini esclusi). Filo conduttore è una cucina light con particolare predilezione per prodotti particolari e del territorio, come il sale di Cervia della Riserva Camillone. Home utilizza infatti i prodotti dei Presidi di Slow Food, con l'obiettivo, in un futuro non lontano, di metterne in vendita una selezione. Il sabato e la domenica, la maison propone invece il brunch, con piatti speciali e dolci fatti in casa (35 euro). Al lunch quotidiano si affianca invece la terza idea che sostanzia il progetto: l'home delivery. Prenotazione rapida in pochi click sul sito, con scelta tra due menu predefiniti (gli stessi piatti del pranzo al ristorante, per ottimizzare il lavoro di cucina), la scelta delle bevande, la definizione dell'ora di consegna. E poi, una telefonata di conferma da parte di Monica e la consegna del packet lunch in un sacchetto che sembra un pacchetto regalo, in contenitori di cartoncino alimentare che possono andare anche in microonde. Antipasto, primo, secondo e dessert a 20 euro (con contributo fisso di 5 euro per la consegna).

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