Gli energy drink conquistano il canale diurno

Consumi –

Finalmente anche in Italia si fa strada il concetto di bevande funzionali per darsi la giusta carica durante la giornata. E le vendite esplodono

Ad avere una sfera di cristallo saremmo tutti bravi a lanciare le tendenze prossime future. Ma noi che non siamo né indovini né maghi preferiamo affidarci ai fatti e a quanto le statistiche sanno racccontarci. E i numeri sembrano premiare il mercato degli energy drink. Il loro successo sembra essere divenuto un fenomeno globale. Da uno studio della Zenith International emerge che nel 2007 in Europa Occidentale le vendite di energy drink sono salite ulteriormente dell’11% portandosi a 487 milioni di litri, con un valore al dettaglio di 3.757 milioni di euro. Il che vale almeno un pensierino. E in Italia? «La risposta del mercato italiano agli energy drink è stata più che positiva, soprattutto negli ultimi anni - spiega Helmut Cardile, On Premise Marketing Manager di Red Bull, che solo nel 2008 ha venduto in tutto il mondo 4 miliardi di lattine -. Il 2006 è stato senza dubbio uno degli anni decisivi per questo nuovo mercato, con incrementi davvero notevoli».
In controtendenza

Stando alle ultime rilevazioni Nielsen il trend positivo non sembra arrestarsi, nonostante la crisi. Il 2009 è iniziato alla grande: gli energy drink hanno messo a segno un +3,3% nel canale dei bar diurni, in controtendenza rispetto alle altre bevande gassate che, ahinoi, vedono un segno negativo dinnanzi alle vendite (-1,3% nel bimestre febbraio/marzo 2009 rispetto al 2008). Il dato è ancor più rilevante se pensiamo che sin dagli esordi gli energy drink hanno trovato in discoteche, disco pub e locali aperti la notte il loro naturale palcoscenico. È all’interno del canale dei bar serali che le “bevande energizzanti” hanno saputo spendere meglio la loro capacità di fornire energia “pulita”. Un canale, intendiamoci subito, che continua a riservare belle soddisfazioni (+ 5% febbraio/marzo 2009 rispetto al 2008), ma oggi il bar diurno si dimostra la naturale destinazione degli energy drink. Come a dire che anche in Italia è ormai passata l’idea che gli energy drink siano bevande funzionali, per darsi la giusta carica durante la giornata. «La crescita dei consumi all’interno del canale diurno - continua Cardile - dimostra che le potenzialità ci sono. Bisogna saperle riconoscere e sfruttare al meglio. Red Bull si sente partner sia dei locali sia dello staff e il nostro impegno è di capire insieme a loro come raggiungere i risultati migliori. Dalla nostra abbiamo un prodotto che nasce per soddisfare l’esigenza di coloro che hanno bisogno di ricaricarsi durante la giornata. Una necessità, al giorno d’oggi, sempre più frequente».
Un target allargato

Nati per i giovani, con un core target dai 18 ai 30 anni, gli energy drink hanno saputo conquistarsi un pubblico allargato.
«Al target anagrafico, si affianca quello “attitudinale”, rappresentato da tutti coloro che, indipendentemente dall’età, sono attivi, dinamici, praticano sport e sono impegnati nello studio e nel lavoro». E siamo certi che la stagione estiva non deluderà certo gli operatori. Anzi siamo pronti a scommettere che gli energy drink entreranno nella classifica degli aperitivi analcolici più venduti. «Sicuramente Red Bull miscelato con succo d’arancia - dice Cardile -, un drink rinfrescante e rigenerante, l’ideale per chi vuole ricaricarsi con gusto».

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