Giovani baristi italiani primeggiano all’Accor Professions Challenge

1000 candidati provenienti da 25 Paesi in Europa, Africa, Medio Oriente, Asia Pacifico e America, e 70 finalisti esaminati da una giuria composta da esperti giornalisti, professionisti dell’ospitalità e delle risorse umane. Sono questi i numeri dell'ultima edizione, la dodicesima, dell'Accor Professions Challenge: una "sfida dei mestieri" a livello internazionale che ogni anno mette in competizione i giovani collaboratori del Gruppo Accor Hotels, di età compresa tra i 18 e i 25 anni, decretanto i migliori talenti nelle attività di bar, cucina, servizio in sala e ricevimento. La finalissima del contest ha avuto luogo il 13 gennaio scorso presso la Scuola Superiore dei Mestieri dell'Hotel Santos Dumont a Saint-Cloud e presso il Mercure Paris Centre Tour Eiffel a Parigi. A consegnare i riconoscimenti finali il famoso pasticciere Pierre Hermé, insieme a Sébastien Bazin, presidente e ceo di Accor e a Sven Boinet, direttore generale delegato. Per la cronaca, l’Italia si è aggiudicata il titolo di vincitore per la categoria bar grazie ai cocktail realizzati da Stefania Antonacci del Novotel Milano Linate (categoria 18/22 anni) e da Nicola Padula del Mercure Roma Centro Colosseo (categoria 23/25 anni). Polonia e Russia hanno conquistato la pole position per la cucina, mentre Polonia e Nuova Zelanda hanno primeggiato per il sevizio in sala. Infine, Olanda e Ungheria si sono distinte nella sfida ricevimento. Evelyne Chabrot, direttore risorse umane di Accor, ha così commentato: «L’Accor Professions Challenge aiuta a sviluppare i nostri giovani talenti e i mestieri base della nostra industria che si occupa di ospitalità e ristorazione. Infatti, ogni anno, nel mondo, ricerchiamo, sul nostro sito di reclutamento AccorJobs più di 3.200 posizioni nel ricevimento, circa 350 baristi, 2.200 posti per il servizio in sala e 1.600 commis di cucina. I candidati di questa edizione hanno dimostrato grande creatività e una elevata professionalità durante le prove. Siamo molto orgogliosi di questi giovani talenti che rappresentano il futuro della nostra azienda».

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