Si allarga il fronte anti macchinette

Gestione –

Aumentano i gestori che aderiscono a progetti di privati, associazioni e enti locali che sensibilizzano sui rischi del gioco d’azzardo, varando reti di pubblici esercizi dove le slot non sono ammesse. A Pavia il progetto più ambizioso con il lancio di una vera e propria carta etica

Diventano sempre più numerosi i gestori che dicono no alle “macchinette” o decidono di staccare la spina alle slot presenti nel loro locale. Come, ad esempio, ha fatto, lo scorso autunno, Monica Pavesi che ha spento le slot del suo bar tabaccheria di Cremona perché era stanca di vedere persone che si rovinavano con il gioco d'azzardo. Un atto che ha avuto una grande eco mediatica e che ha avuto il merito di riaccendere i riflettori sul grave problema sociale delle ludopatie (secondo il ministero della Salute, i malati di gioco d'azzardo sono 700mila). Non è un caso che proprio Pavia, la provincia italiana dove è più alta la spesa pro capite per il gioco d'azzardo (2.125 euro per abitante), sia diventata la culla di un movimento d'opinione.

Piattaforma no slot
Qui il sindaco Alessandro Cattaneo insieme all'Associazione Casa del Giovane ha varato lo scorso febbraio il progetto Carta Etica. Sono già oltre una trentina gli esercenti pavesi che hanno aderito al progetto (leggi box) e sempre dalla città lombarda è partita anche l'iniziativa senzaslot.it, piattaforma con annessa geolocalizzazione promossa da due informatici, Mauro Vanetti e Pietro Pace. «Vogliamo fare pubblicità positiva ai gestori di bar che rinunciano ad avere le macchinette - spiega Mauro Vanetti - ma sappiamo anche che ci sono molti piccoli esercenti che vorrebbero rinunciare, ma che per vari motivi non riescono». Spesso i motivi sono di natura economica, gli incassi possono essere rilevanti e per molti bar le slot figurano tra le prime fonti di guadagno. O di natura contrattuale: una disdetta anticipata comporta generalmente il pagamento di penali salate. Il movimento no slot va ben oltre i confini di Pavia e si sta allargando a molte aree della Penisola, soprattutto al Nord, con amministrazioni comunali che firmano “manifesti” contro il gioco d'azzardo. A Varese, ad esempio, l'associazione Azzardo e Altre Dipendenze ha organizzato un corso per baristi sul tema del gioco.

Infiltrazioni e illegalità
Nessuno intende colpevolizzare i gestori che accettano di integrare il loro business con quello del gioco, ma c'è un altro fenomeno altrettanto inquietante almeno quanto quello del gioco patologico. Tra le 379mila new slot e le 40mila videolottery autorizzate, ce ne sarebbero almeno 200mila illegali. Una stima che proviene dalla Direzione Generale Antimafia, che registra continue infiltrazioni della criminalità nelle reti del gioco legale.
Se non bastasse, c'è un altro dato: secondo le indagini della Guardia di finanza, ammonta a oltre 98 miliardi di euro l'evasione fiscale di alcune società concessionarie di slot. Alla luce di tutto questo e al di là di facili demagogie è probabilmente arrivato il momento, come ha dichiarato recentemente Massimo Passamonti, presidente della Federazione Sistema Gioco Italia (Confindustria), di attuare un piano regolatore di tutti i giochi in Italia, a partire proprio dal settore delle slot.  n

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