Niente denuncia per chi somministra e vende alcolici

Dopo l’abrogazione della licenza Utif, è stato eliminato anche l’obbligo di denuncia per la somministrazione di spiriti, che invece resta per i grossisti

Utif, denuncia

Nei bar e ristoranti la somministrazione per il consumo di prodotti alcolici e superalcolici è sempre presente. Le eccezioni sono limitate a situazioni molto particolari. L’esercente è soggetto ad adempimenti particolari per tale attività?

Su tali prodotti è presente un’imposta denominata “accisa”, assolta dal produttore o dall’imbottigliatore. Prima dell’introduzione del Testo unico sulle accise del 1995, era richiesta una specifica licenza per la somministrazione, la cosiddetta licenza Utif (Ufficio Tecnico delle Imposte di Fabbricazione).

La licenza Utif è da tempo abrogata ma, fino a poco tempo fa, era incerta la necessità della denuncia per la somministrazione con consumo sul posto di tali prodotti, perché la norma di legge si limitava a dire che sono soggetti alla denuncia del deposito anche gli esercizi di vendita.

L’Agenzia delle dogane richiedeva quindi la denuncia non solo nei casi di vera e propria vendita ma anche in quelli di consumo sul posto. Si trattava solo di una formalità, ma in caso di non presenza della denuncia potevano venire applicate le relative sanzioni.

Di recente però è stata fatta chiarezza: all’articolo 29 comma 2 della legge 504/1995 (testo unico sulle accise) è stata infatti aggiunta la precisazione “ad esclusione degli esercizi pubblici, degli esercizi di intrattenimento pubblico, degli esercizi ricettivi e dei rifugi alpini” (Legge 124/2017, art. 1 comma 178). Non deve presentare tale denuncia neanche chi - come le enoteche - effettua la vendita sistematica con asporto (nota n. 113015 del 9/10/2017 Agenzia delle Dogane).

Resta invece l’obbligo della denucia, oltre che della licenza fiscale per chi fa vendita all’ingrosso di alcolici. 

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