Le premure che piacciono alle donne

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Non occorre essere Freud per capire che la clientela femminile richiede un livello superiore di servizio, fatto di tante piccole attenzioni. Che gettano le basi per una fidelizzazione duratura.

Volete far contenta una donna? Ascoltatela, riempitela di attenzioni e fatela sentire una regina. Attenzione, affetto e considerazione. Ecco riassunta in tre parole chiave la ricetta per la buona riuscita di un rapporto con una donna. Lo sostengono due sociologi dell’università della Virginia, che hanno scavato a fondo l’animo femminile, ripromettendosi di riuscire dove persino Freud aveva fallito: capire cioè “quali sono le caratteristiche specifiche dell’animo femminile”. Questo è un quesito vecchio quasi quanto il mondo: che cosa ci vuole per far felice una donna? Basterebbe probabilmente chiederlo a loro, alle donne!
Autointervista: ristorante al femminile
In questo articolo vi accompagnerò a scoprire che l’universo femminile in un ambito ben definito: quello del ristorante. Sì, perché sempre più donne, anche in Italia, si recano al ristorante da sole, per lavoro o per scelta. A questo proposito, più che a chiedere consiglio a un uomo su ciò che desiderano le donne quando si recano al ristorante, ho intervistato me stessa, utilizzandomi come campione rappresentativo di donna. Spesso, per lavoro, mi accade di andare al ristorante, sia all’ora di pranzo che per cena, da sola, con amiche professioniste o da sola in un gruppo maschile. L’intervista sarà lo spunto per evidenziare bisogni ed aspettative al femminile, ma sopratutto perché è importante per il proprio locale avere una clientela femminile che esprima giudizi positivi sulla qualità del cibo e sull’insieme del servizio.
?1 Cosa ti piace di più di un ristorante?
Mi piace entrare in un locale pulito, con spazio fra i tavoli in modo da non dover sentire le conversazioni altrui. Apprezzo molto se c’è il servizio guardaroba o uno spazio organizzato per riporre cappotto o borse varie in modo sicuro. Il pinzimonio è uno dei miei antipasti preferiti come la cucina leggera e semplice. Trovo molto piacevole i camerieri formalmente educati e che non ti chiedono: “è da sola?”
?2 Cosa non ti piace?
A Ostia antica, vicino a Roma, sono andata per tre sere di fila in un rinomato ristorante e per tre sere di fila lo stesso cameriere mi ha chiesto: “è da sola?” e per tre sere di fila ho dovuto ripetere due volte la richiesta di condire l’insalata col limone. Gli ultimi due giorni, nonostante il ristorante fosse vicino alla fiera, mio malgrado, ho scelto una pizzeria, dove non ci si aspetta un livello di servizio pari alle stelle della guida Michelin e quindi non si rimane delusi per il trattamento.
?3 Che cosa ti convince a fare ritorno?
A Praga ero a una cena con diversi imprenditori. Il cameriere ha sempre fatto attenzione che il mio bicchiere fosse pieno e che io fossi sempre servita per prima. Direi quindi che mi convince soprattutto l’eccellenza del servizio.
?4 Qual è l’ultima impressione che ti resta?
Sicuramente la qualità del cibo è fondamentale, ma se il servizio è stato scortese e non professionale di sicuro non ritornerò in quel ristorante. Fra poco sarà il mio compleanno e so già dove inviterò le mie amiche. Si tratta di un ristorante in centro a Milano, con i tavoli grandi e rotondi, così possiamo vederci tutte ed è facile comunicare. I tavoli sono distanziati fra loro, così possiamo raccontarci le nostre news piccanti senza temere di essere ascoltate. Il buffet è ricchissimo ed è perfetto per soddisfare tutti i gusti della compagnia, dalle golose, alle vegetariane, a quelle perennemente in dieta e a quelle a cui non va mai bene nulla. Anche il menu è perfetto. E chi ha sgarrato con l’antipasto può rimediare con una bella insalatona. La cosa che mi piace di più è che quando arrivo, il proprietario e i camerieri mi salutano per nome cordialmente, come se ci fossimo visti il giorno prima. Si ricordano che bevo acqua naturale e poi alla fine mi chiedono se gradisco il mio dolce preferito, che proprio oggi è stato fatto per me e che quindi non posso rifiutare...
?5 Quando consigli un ristorante?
Lo consiglio alle amiche se so che le signore hanno un trattamento speciale, come ad esempio il cameriere che fa attenzione e versa sempre l’acqua o il vino. Oppure quando il cameriere aiuta la signora a togliersi il cappotto, quando il cameriere ricorda i gusti della signora e il suo nome. Quando la cucina è ottima, i prezzi sono ragionevoli ma soprattutto quando l’accoglienza è eccellente.
DA FARE
Ecco in sintesi alcune delle azioni da mettere in campo quando si ha a che fare con una clientela femminile.
Check in
* Se la Signora ha prenotato salutarla con il cognome.
* Chiedere al telefono o quando arriva a quale tavolo preferisce sedersi.
* Aiutarla a togliersi il cappotto, o indicarle il posto migliore per riporlo (meglio ancora portarlo in guardaroba).
* Suggerire i piatti freschi del giorno.
Check out
* Chiederle se è stato tutto di suo gradimento.
* Se non ha gradito qualcosa scusarsi e/o proporle un caffè, un digestivo, un cioccolatino con la frase: “Posso permettermi di offrirle un...”.
* Aiutarla a rimettersi il cappotto.
* Salutarla per cognome cordialmente.
Cose da evitare
* Chiedere «è da sola?». Si può modificare questa frase in: «Può andarle bene quel tavolo?» (indicandole un tavolo da uno se sono previsti nel locale, oppure da due). Durante l’ordinazione poi, sarà chiaro se è da sola e quindi si toglierà il secondo coperto.
* Trattarla con troppa confidenza.
* Se è cliente abituale non ricordarsi il suo nome e non ricordarsi che cosa preferisce come cibo e bevande.

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