Dagli esterni naturali al giardino sintetico

Tendenze –

Il boom dell’outdoor. Dai locali sul tetto dei grattacieli di New York ai progetti presentati al corso Outdoor del Poli.design di Milano. Passando per tutte le novità del settore presentate al Salone Sun

Man, it's more fun on a roof. Amico, ci si diverte di più sui tetti. Nelle ultime stagioni i grattacieli di New York hanno fatto a posto a tanti locali di tendenza. Gli spazi più frequentati di Manhattan si trovano all'aperto. Più esattamente sui tetti. Il più famoso roof-bar è il 230 Fifth Avenue, elegante set di film come “Il diavolo veste Prada”. C'è l'Hudson Terrace con le sue ampie sedute in pelle, pavimenti e coperture in legni pregiati. Sembra una piccola Miami, ma con vista sul fiume Hudson. Ce n'è per tutti i gusti nella Grande Mela. L'High Bar coi suoi letti a baldacchino, il Delancey che ha più piante tropicali di una giungla e il Roof Club del Gramercy hotel, prezioso con le sue opere di Andy Warhol e Damien Hirst. Le novità oggi passano dall'esterno. Come dimostrano alcuni dei locali più avveniristici: il Luna Bar di Kuala Lumpur in Malesia o il Sirocco di Bangkok in Tailandia.

Ambienti e materiali
In Oriente, nei posti caldi e umidi, lo spazio esterno serve di solito a prendere una boccata d'ossigeno. Da noi, spesso, serve a prendere una boccata di fumo. Non è un caso che il fenomeno outdoor abbia avuto grande impulso a partire dalla legge antifumo (gennaio 2005). Oltre agli impianti per il riscaldamento e il raffreddamento esterno, agli ombrelloni di design, agli arredi resistenti agli urti e al maltempo, sono state studiate delle soluzioni complete per l'architettura e l'arredo degli spazi. Alcune tra le novità più interessanti sono state messe in mostra durante l'ultima edizione del Sun, il salone di riferimento per il settore degli esterni di scena a Rimini. L'architetto Marco Lucchi ha realizzato l'allestimento “Outdoor Club”: mille metri quadrati, pensati per un club all'aperto, dove trovano spazio un lounge, una spa, un bar, e dove i toni del bianco regnano sovrani. «Il bianco dominante - spiega Marco Lucchi - dà alla struttura un aspetto mutevole. Riflette le sfumature della luce naturale, quelle dell'alba e del tramonto, i toni rossi del mattino e le luci blu della sera». Tendenza forte, oltre agli arredi total white, arriva dal settore illuminazione. In fiera è stato il festival dei Led. Una fonte luminosa ideale per gli spazi esterni: offre una visibilità eccellente anche in caso di nebbia, ha un'ottima qualità della luce ed è adatta per resistere alle intemperie. In grande risalto sono stati anche i materiali. Si tratta di una priorità per gli esterni. Devono essere durevoli e resistere alle escursioni termiche, agli agenti atmosferici, a muffe, raggi solari ecc. Nei nuovi cataloghi spuntano così materiali innovativi a base di fibre sintetiche. Come l'Ecomat, materiale simile al legno, ma con prestazioni migliori per idrorepellenza e resistenza agli agenti atmosferici. L'Ecomat, ricavato dalla sansa esausta dell'olio d'oliva, è totalmente riciclato e riciclabile.

Architettura e natura a braccetto
Riciclo, sviluppo sostenibile, rispetto dell'ambiente e spazi verdi sono temi, fortunatamente, ricorrenti. Perché essere sensibili a certe questioni non è solo questione di moda, ma un dovere. «Il miglior risultato è costituito da un insieme in cui architettura e natura diventano una cosa sola», per dirla con le parole dell'architetto paesaggista Patrizia Pozzi, docente del corso Outdoor Experience Design, organizzato dal Poli.design, Consorzio del Politecnico di Milano. Una lezione seguita alla lettera dagli studenti del suo corso, nato per progettare e arredare ambienti esterni privati e pubblici. Tema del project work finale era la riprogettazione virtuale di una location reale di Milano: gli esterni del locale Innvilllà, una villa del primo '900 circondata da un giardino di oltre 1.000 mq, trasformata in un locale serale nel 2006 dall'imprenditore Vinicio Valdo.
Dai progetti emerge innanzitutto il concetto di compenetrazione tra ambienti esterni e interni. Pareti verdi verticali che si appropriano del piano rialzato, che diventa a sua volta giardino d'inverno nel progetto del gruppo Brambilla Space di Graess (E. Mortari, S. Pagano, S. Sassolini, R. Torbioni, G. Lanfredi); strutture che portano corsi d'acqua da un piano all'altro, e tra i diversi ambienti, nel lounge Fattidacqua dei Sottosopra (V. Bruzzi, G. Cappelletti, A. Gucciardi, F. Penzo, C. Polese).

Verde reale e verde virtuale

C'è poi l'elemento vegetale (leggi prato) che lascia spazio al verde artificiale. Come nel progetto Ctw dei Dynamic Track (L. Barbaccia, C. Cerutti, S. Delpiano, B. Dotta, A. Marelli, C. Martire) dove il rivestimento della pavimentazione è realizzato in erba sintetica. Come dire, non c'è bisogno di tempestare il dehors di piante preziose. Si può fare verde “senza verde”, essere attenti alla natura senza creare delle strutture verdi particolari.
«Una delle tendenze emerse dal corso - spiega il coordinatore Gianpietro Sacchi - è l'interpretazione dell'outdoor, da giardino a spazio aperto senza verde. Quindi, un luogo senza problemi di manutenzione e di cura, fruibile tutto l'anno e in tutte le condizioni climatiche». È il caso di Brambilla Space del gruppo Graess (E. Mortari, S. Pagano, S. Sassolini, R. Torbioni, G. Lanfredi), in cui la vegetazione, sistema vivo che nasce, cresce e muore, lascia il posto a un sistema artificiale dove l'immagine dei vegetali è digitalizzata e stampata su pannelli illuminati all'interno: le immagini digitali di gelsomini, aceri, edere, rose e mirti regalano la suggestione dei diversi paesaggi naturali che evocano.

Idee per nuovi target
Tra i progetti meritano attenzione quelli rivolti a a target insoliti. Bosco Baloss di Karota Verde Design è dedicato ai baloss, i bambini birichini in dialetto milanese.
Nel project work il giardino è pensato per assolvere le esigenze del bambino: giocare, imparare, riposare e scoprire grazie alla natura.
Altro target “scoperto” è quello degli appassionati d'arte. A colmare il vuoto s'è impegnato il team di Fuori Senso con Onde, spazio per l'arte disposto sui quattro piani della villa. Ogni livello è definito da un elemento base: acqua, terra, fuoco e aria.
L'obiettivo è invitare l'ospite a provare esperienze sensoriali diverse passando da un piano all'altro, da un'esposizione d'arte a un'altra. Almeno sulla carta, è stato raggiunto.

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