Chef docenti, ma solo con laurea?

Per contenere il precariato e le “consulenze facili”, la legge n. 244 del 24 dicembre 2007 (Finanziaria 2008), ha introdotto alcune novità per gli incarichi esterni occasionali, coordinati e continuativi nella pubblica amministrazione. D’ora in poi potranno essere conferiti solo “a soggetti di comprovata professionalità a livello di specializzazione universitaria”.
La norma interessa da vicino gli istituti pubblici che non si avvalgono esclusivamente di personale di ruolo o che utilizzano contratti atipici. È il caso del Centro di Formazione Professionale di Pavia (250 allievi che assolvono l’obbligo scolastico) che ha una cinquantina di docenti tra cui tecnici non laureati (cuochi, ristoratori, barman, pasticcieri, panettieri ecc) a cui non potranno essere rinnovati i contratti. «La norma ci pesa molto e dovremo trovare una soluzione – dice l’assessore alla formazione professionale del comune di Pavia, Maria Teresa Nizzoli -. La via d’uscita potrebbe essere cambiare la personalità giuridica dell’istituto, trasformandola in società, ente o azienda autonoma per non cadere nei rigori della Finanziaria».
«Il problema esiste per i centri regionali di formazione professionale che hanno funzioni di assolvimento dell’obbligo d’istruzione fino a 16 anni e che hanno personale con contratti continuativi e coordinati non rinnovabili senza la laurea», conferma Carlo Giuffrè, segretario regionale UIL Scuola Lombardia. Il problema riguarda l’insegnamento a scuola, ma vale anche per altre attività, studi, conferenze, consulenze e ricerche. Ora si richiede la laurea e non solo l’esperienza, come prima.

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