Acqua purificata, ma serve manutenzione

Nota anche come acqua naturalizzata o naturizzata, l’acqua purificata viene ricavata dalla comune acqua potabile di rubinetto utilizzando apposite apparecchiature attraverso cui l’acqua viene filtrata, refrigerata ed eventualmente addizionata di anidride carbonica. Le apparecchiature per la purificazione dell’acqua sono piuttosto complesse e richiedono una manutenzione continua e scrupolosa. In caso di installazione o uso scorretto possono non solo risultare inefficaci, ma addirittura peggiorare la qualità originaria dell’acqua. Fermo che al momento non esistono disposizioni di legge ad hoc che disciplinano la purificazione dell’acqua nella ristorazione collettiva, in linea generale, la legge dispone che la qualità dell’acqua purificata deve essere equiparabile a quella dell’acqua minerale in bottiglia. Sul punto, l’art. 7-vicies bis della legge n. 43/2005 stabilisce che “alle acque potabili trattate somministrate nelle collettività e in altri esercizi pubblici, ottenute mediante trattamento attraverso apparecchiature con sistema a raggi ultravioletti, purché specificamente approvate dal ministero della Salute in conformità al regolamento di cui al decreto del Ministro della Sanità n. 443/1990, si applicano gli stessi parametri chimici e batteriologici applicati alle acque minerali, limitatamente ai criteri di valutazione della carica microbica totale ed al Ph, qualora venga addizionato CO2”.
Si ricorda che il consumatore deve sempre essere informato correttamente circa i prodotti che consuma: ai sensi del decreto legislativo n. 181/2003 le acque idonee al consumo umano non preconfezionate, ove trattate, devono riportare la specifica denominazione di vendita “acqua potabile trattata” oppure “acqua potabile trattata e gassata”.

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