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Formare i dipendenti? È a costo zero

Gestione

Formare i dipendenti? È a costo zero

Sono circa 60 milioni di euro le risorse che ogni anno il fondo For.Te. mette a disposizione delle imprese aderenti che presentano progetti per l’aggiornamento professionale dei dipendenti. Per i piani selezionati l’anticipo sul finanziamento può arrivare al 70%

Andrea Mongilardi

05 Dicembre 2011

Pochi lo sanno, ma le imprese del settore bar hanno a disposizione tutti gli anni importanti fondi da spendere in iniziative di formazione a vantaggio dei propri dipendenti che di fatto sono a costo zero. A patto di fare lo sforzo di capire come funzionano i fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua dei dipendenti e di essere in grado di mettere a punto un piano di formazione. L’alternativa è non far nulla e, di fatto, “perdere” lo 0,3% dello stipendio dei dipendenti che le imprese versano obbligatoriamente all’Inps come contributo contro la disoccupazione. Un “tesoretto” che ammonta a 60-70 euro l’anno per dipendente.

Istruzioni per l’uso
Il primo passo da compiere per avere accesso a questi fondi è l’iscrizione (gratuita) a uno dei fondi paritetici. Per il settore del commercio e turismo, il fondo di riferimento si chiama For.Te. cui aderiscono 140mila imprese. Nei suoi sette anni di vita ha stanziato fondi per la formazione per un totale di 395 milioni di euro e organizzato corsi per 1,2 milioni di persone. «Ogni anno - spiega Paolo Casagrande, responsabile dell’area ispettorato e organizzazione - emettiamo uno o due avvisi, mettendo a disposizione delle aziende circa 60 milioni di euro. I fondi vengono assegnati ai piani formativi più in linea con le indicazioni del bando. La cosa interessante, per le imprese come per i gruppi di imprese, è che si tratta di programmi che possono essere interamente finanziati dal fondo. Che perdipiù garantisce un anticipo che può arrivare al 70% del costo del piano di formazione per cui si è ottenuto il finanziamento.

Lavorare in équipe
A fare richiesta possono essere anche le singole aziende, anche piccole o piccolissime. «Ma si potrebbe anche pensare a un gruppo ristretto di bar che si mette insieme in un’associazione temporanea di imprese per dar vita a un progetto di formazione rivolto ai propri dipendenti» suggerisce Casagrande. I corsi più gettonati per il mondo dei pubblici esercizi? «Inglese, informatica, sicurezza sul lavoro e tecniche di vendita».

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