Fermenti oltrepadani

Territori –

Prima area vinicola lombarda, terza in Italia. Qualcuno lo paragona alla Borgogna, ma l’Oltrepo pavese ha troppe peculiarità per temere confronti. Per esempio? Il Bonarda e ora anche il Cruasé, marchio collettivo che tutelerà il metodo classico rosé prodotto da sole uve pinot nero. Uva regina di que

Oltrepo: ovvero la più importante area produttiva vinicola lombarda e terza area italiana per estensione viticola Doc, preceduta solo dall’Asti e dal Chianti. Sotto la denominazione ricadono ben 42 comuni, con 2.700 viticoltori/produttori di uva che rivendicano la Doc e la Docg. Una realtà associativa complessa con 228 associati al Consorzio, di cui 5 cantine sociali.
Insomma grandi numeri per un paesaggio che molti paragonano alla Borgogna, disposto sul 45° parallelo, una straordinaria linea che “nel mondo vitivinicolo unisce la qualità” e dove nascono vini originali e indimenticabili, come Pinot nero Metodo Classico, Bonarda, Pinot nero in rosso, Riesling, Buttafuoco, Barbacarlo, Moscato, Malvasia, Sangue di Giuda. «Una filiera molto compatta che punta tutto sull’eccellenza - spiega Carlo Alberto Panont, direttore del Consorzio - vignaioli, viticoltori e imbottigliatori, che curano il proprio territorio come un giardino e che vogliono presentarsi al pubblico in un modo originale e gustoso».

Un primato in tema di spumanti
Oggi finalmente dopo un lavoro della durata quasi di 40 anni, in cui non tutti i momenti sono stati felici, è stata ottenuta la preziosa Docg per il Pinot nero metodo Classico. L’Oltrepo diventa così l’area spumantistica del Pinot nero più grande d’Italia e con la Franciacorta le uniche Docg di metodo classico in Italia, un primato anche per la Lombardia vitivinicola. Si realizza così una vera e propria filiera del pinot nero che vede vini vinificati secondo il metodo classico (brut e rosé) e metodo Martinotti, ma anche Pinot nero vinificati in rosso.

La grande attenzione per la produzione degli spumanti è ben visibile anche nell’attività delle aziende private, come La Versa, che ha avviato da anni un progetto di selezione dei vigneti dei soci e anche Berlucchi, che ha un centro di raccolta e pressatura a Casteggio, ha dato avvio alla prima esperienza di monitoraggio dei vigneti.
«Un lavoro mai fatto da nessuno - spiega Leonardo Valenti dell’Università degli Studi di Milano - che ha visto oltre 20 tecnici testare lo stato di maturazione e sanità delle uve e quindi il convogliamento di queste, secondo canoni diversi di qualità, in diverse vasche di cuvée, da cui si otterranno spumanti di tipologie e qualità ben diversificate. La prima volta in Italia che la cuvée viene seguita dal vigneto alla vendemmia».
Grande fermento quindi per le bollicine oltrepadane, che proprio in questi giorni vedono nascere un altro importante progetto, di cui siamo i primi testimoni. Il prossimo anno, in occasione dei 50 anni del Consorzio, verrà presentato il “Cruasè”, cioè il Pinot nero metodo classico rosé, il primo marchio collettivo in Italia per tutelare il vino speciale Docg dell’Oltrepo pavese ottenuto esclusivamente da uve Pinot nero vinificate con il metodo classico.

Bonarda, emblema del territorio
Se la filiera del Pinot Nero costituisce l’eccellenza, il Bonarda con 20 milioni di bottiglie all’anno, è il vino che l’Oltrepo pavese vuole utilizzare come trainer del territorio e della filiera.
Per la sua facilità di beva, il suo fruttato e anche per i suoi numeri, il Bonarda è stato definito il Prosecco “rosso” dalla rivista tedesca Stern (otto milioni di lettori) che ha suggerito il rosso Bonarda come l’alternativa rossa al Prosecco. Ma se ne sono accorti anche gli americani, che hanno identificato il rosso vivace come il miglior compagno dei “barbecue” secondo l’azzeccato binomio B&B, ovvero Bonarda e Barbecue.

Il segreto del successo all’estero è da vedersi anche nel nome: Bonarda si pronuncia abbastanza facilmente in tutto il mondo, anche per gli orientali che lo apprezzano con la loro cucina spesso in versione agrodolce. Insomma, Bonarda come vino ideale per i più disparati abbinamenti. Come suggerito nella campagna promozionale Bonarda Style il rosso giovane e vivace esalta bene la pizza, la pasta, il pesce, come il cacciucco alla viareggina (www.bonarda.it).
Infine, dall’Oltrepo non si può non citare il Riesling, un vitigno bianco che qui ha trovato in alcune zone un terroir congeniale e che offre caratteristiche molto simili ai Riesling alsaziani.

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