Fatturato e consumi su, ma la marginalità continua a calare

Distribuzione automatica –

Per il vending sono in arrivo la certificazione di gruppo e una grande campagna pubblicitaria in televisione rivolta al consumatore. Intanto gli operatori premono per un adeguamento dei prezzi al consumo

Segnali decisamente positivi, pur se non entusiasmante, da tutti i punti di vista: fatturato (+7%), consumazioni (+7,8%) e parco macchine (+6,73%). La fotografia della distribuzione automatica relativa al 2010 descrive un settore che, dopo un biennio difficile, presenta molte luci e qualche ombra. È quanto emerge dallo studio analitico realizzato per Confida (l’associazione di categoria aderente a Confcommercio, che rappresenta i vari comparti merceologici della filiera) da Accenture, in collaborazione con Gfk Eurisko e Digisoft. L’analisi, che sarà replicata anche per i prossimi due anni, ha preso in considerazione tutte le componenti del settore: produttori, gestori, rivendite.
Le note positive riguardano soprattutto il fatturato (passato da 2,4 a 2,6 miliardi di euro) e il numero delle consumazioni, anche per effetto della diminuzione delle ore di cassa integrazione (-3%), che ha riportato gente nei luoghi di lavoro.

Aumentano i costi
Fra le ombre, come ha sottolineato il presidente di Confida, Lucio Pinetti, presentando i dati dello studio all’assemblea generale annuale: «preoccupa moltissimo il continuo calo della marginalità per le imprese, dovuto al costante incremento dei costi a fronte di un prezzo immobile praticamente da un decennio». Un caso tipico è quello del caffè: nonostante il progressivo aumento di tutte le materie prime che costituiscono la filiera della bevanda erogata dalla “macchinetta” (caffè, latte, zucchero, cacao e anche la plastica di cui sono fatti bicchierini e palette), le imprese di gestione si sono accollate i maggiori costi, fino all’attuale situazione che viene definita ormai insostenibile e tale da rendere indifferibile, secondo Pinetti, un adeguamento del prezzo al consumo: «Non possiamo pensare che un caffè al distributore automatico oggi possa costare meno di 50 centesimi, se vogliamo mantenere elevati livelli qualitativi e di sicurezza».

Da bere? Acqua

Passando ad analizzare i consumi delle diverse tipologie di prodotto, su un totale di oltre 6 miliardi di euro il 47% riguarda prodotti caldi e altri 1,5 miliardi l’Office Coffee Service (cioè le macchinette per ufficio), che fanno parte della distribuzione automatica, ma ne costituiscono un comparto a sé. Terzo in classifica per numero di pezzi acquistati il segmento bevande fredde, seguite dagli snack che stanno entrando nelle abitudini dei consumatori, secondo la seguente graduatoria: dolci (42,2%), salati (32,3%), a base cioccolato (18,7), prodotti freschi (5,7%), confectionary (1,1%). Nel segmento delle bevande l’acqua fa la parte del leone, con il 68% delle consumazioni, mentre nel restante 32% si concentrano le altre bevande gasate (14%), il tè freddo e i succhi, che insieme fanno il 17% e che sono in crescita, a conferma della sempre più diffusa tendenza salutistica. Chiudono la classifica gli sport drink e gli energy drink.
Le macchine installate, secondo lo studio di Accenture, sono poco più di 2,4 milioni, di cui il 70% macchine Ocs, il 16% distributori a caldo, il 10% misto snack a vetrina, il 4% freddo, per finire con i distributori di gelati e pasti pronti. I modelli a vetrina (spirali/dischi) “tirano” il doppio di quelli a caduta (colonne).
Una presenza probabilmente destinata a crescere è quella dei negozi automatici, per la loro efficacia nel rispondere alle esigenze dei consumatori. Lo studio di Accenture ne rileva i motivi, partendo dal più evidente: l’apertura 24 ore su 24. Nel negozio automatico il consumatore può sempre trovare i prodotti di consumo che gli occorrono e può scegliere in un assortimento che si differenzia da quello della distribuzione automatica normale. La collocazione preferenziale è nelle grandi città, in genere in luoghi di forte passaggio. E soddisfano varie tipologie: chi vive di notte, chi va sempre di fretta, chi lavora fino a tardi. In futuro è probabile che corner automatici siano installati anche presso i distributori di benzina. Il settore vending che si riconosce in Confida è atteso da importanti sfide. La prima è la certificazione di gruppo Tqs Vending per la quale l’associazione di categoria ha avviato il processo, con il fine di rispondere con sempre maggior affidabilità alla domanda di qualità del consumatore.

Trend salutistico

La seconda sfida è quella di proseguire nel già avviato percorso della distribuzione automatica in direzione salutistica, con una sempre maggior incidenza nell’offerta di prodotti a base frutta, yogurt e snack poco calorici, oltre all’acqua minerale. In autunno, infine, partirà una grande campagna pubblicitaria rivolta a promuovere presso il pubblico i valori della “macchinetta”: qualità, prossimità, continuità.

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