Famiglie con bambini, un’area da scoprire

Fare Impresa –

Formule specifiche o servizio dedicato. E’ il momento di pensare a come affrontare un target delle ottime potenzialità.

Ta Hua è un ristorante di cinese di Milano che si è strutturato per ricevere i clienti-famiglie: aree e orari riservati in un ambiente dove tutto viene cucinato e presentato davanti agli occhi stupiti dei bimbi. La famiglia rimane però per i ristoratori italiani più una seccatura che un’area di business.
No ai ghetti per bimbi Purtroppo questa considerazione si estende un po’ a tutto il settore della distribuzione italiana e dei servizi, compreso quello pubblico. Provate ad entrare in un ristorante, in un ufficio postale, da un dentista o un avvocato, con una carrozzina o solo con figli e amici degli stessi, lo sguardo di chi vi riceve sconsolato sembra comunicarvi: “ma non poteva restare a casa?”. Siete degli incoscienti, dei disperati, degli illusi a pretendere di uscire con la famiglia! Oppure i vostri interlocutori cercheranno di risolvere il problema dividendovi: bimbi da una parte in “ghetti” studiati ad hoc, adulti a comprare dall’altra.
Gruppo di acquisto Se la famiglia, vera, allargata o “moderna” non è riconosciuta come una fonte di opportunità economiche, la responsabilità è anche un po’ delle teorie del marketing che negli ultimi anni hanno enfatizzato l’aspetto relazionale per la soddifazione dei bisogni del singolo individuo, tradendo il modello della casalinga di Voghera e del suo “gruppo di acquisto”. Il settore ristorazione è sicuramente uno di quelli che può meglio beneficiare di un’approccio “family friendly”:  uscire a pranzo o a cena con i figli è una routine consolidata di molte persone, le famiglie sono fedeli al ristorante “giusto”, la spesa media è mediamente più elevata degli altri clienti, in quanto “gruppo” sono molto più facili e veloci da gestire rispetto a studenti, businessmen, cerimonie. Esistono due strategie di business rivolto alla famiglia come target: quella di sviluppare concept di locali studiati in tutti i particolari per questo target (vedi Giraffe in UK o Hippopotamus in Francia) oppure strutturarsi all’interno del concept esistente, sia esso un sushi bar o una trattoria, per essere il più “friendly” possibile.
Dettagli di qualità Quest’ultima è la più verosimile alla situazione del mercato italiano della media ristorazione, cioè tanti piccoli imprenditori che si confrontano con una clientela di quartiere o comunque locale. Molti servizi per le famiglie sono ovvii e già conosciuti, ma ugualmente da ricordare: il menu dedicato, matite o giochi per intrattenimento, seggiole e seggiolone a misura di bimbi. Ma oggi la differenza la fanno piccole sfumature di qualità: per esempio un menu di portate come quelle degli adulti ma con porzioni più piccole o l’accessibilità nel locale e i tavoli con spazi più ampi di quelli tradizionali, Infine le toilette “mini”. La differenza si fa come al solito con la qualità del servizio del personale al tavolo: simpatico, comprensivo, pronto a risolvere qualsiasi problema, dal bicchiere rovesciato al tovagliolo “volato” verso altri lidi…
Educazione al cibo Oggi però i nostri bimbi vogliono la loro “food experience”: servizio rapido perché la fame non aspetta e visita al pizzaiolo per vedere il forno, misterioso laboratorio con fuoco da supereroi, o alla cucina che tanto ricorda quella di Ratatouille o della nonna. Meglio educarli alla cultura del cibo da piccoli, che averli contro, da grandi, davanti a un hamburger!

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