È l’alta gamma il faro degli spirit

Prodotti –

Le performance mondiali dei distillati in un report che fa luce sugli ultimi trend di consumo, che premiano prodotti luxury e invecchiati. Uno scenario con rum e vodka protagonisti.

Una panoramica su trend di vendite e consumi di distillati nel mondo, con un occhio di riguardo per il rum. E non potrebbe essere diversamente visto che a promuovere questo inedito report (“Authentic Caribbean Rum: un prodotto ad alto potenziale”) è Wirspa, l'associazione dei produttori di rum e spirit delle Indie Occidentali (Caraibi). Ma andiamo con ordine. Il mercato complessivo dei distillati vale, secondo i dati del report forniti da Iwsr (International Wine and Spirit Record) circa 2,24 miliardi di casse. A livello mondiale, il mercato più importante per i superalcolici è l'area Asia-Pacifico (47%), mentre l'Europa si posiziona, con una quota del 30%, al secondo posto. Da notare, per quanto riguarda il continente asiatico, che la Cina da sola rappresenta ben il 26% delle vendite continentali. Al terzo posto si piazza il continente americano con il 18% (la quota dei soli Stati Uniti è l'8%). E veniamo al rum: a livello globale rappresenta il 5% delle vendite complessive di distillati ed è una delle categorie a maggior crescita, con quasi il 40% di incremento nel periodo 1990-2007, equivalente a oltre 120 milioni di casse nel 2007.

È l'India il primo mercato del rum

A livello di consumi, il Paese leader per volumi è l'India con la maggior parte degli acquisti concentrati però su prodotti locali. Al secondo posto ci sono gli Usa, dove l'introduzione dei rum invecchiati sta favorendo la crescita della categoria, e, a seguire, si piazzano le Filippine. A livello extraeuropeo, il Paese dove il rum ha registrato il maggior sviluppo è il Cile con un incremento del 36% tra il 2006 e il 2007 (pari a 1,2 milioni di casse). Nel vecchio continente, invece, la palma del Paese più “rumero” va alla Spagna, che ha segnato nel 2006 un incremento delle vendite pari al 6% (per un totale di 5 milioni di casse nel 2007). A livello tendenziale, dopo un periodo di crescita costante, dal 1990 in poi i consumi mondiali di rum bianco sono scesi del 2% nel 2006 a 33,9 milioni di casse, registrando poi l'anno seguente una certa ripresa (+1%) ma non più ai livelli passati. Viceversa, i rum scuri e invecchiati rappresentano il segmento più dinamico a livello mondiale con una quota di consumo che si è attestata intorno al 61% a fine 2007 e una crescita complessiva del 10% negli ultimi 5 anni. Un trend mondiale, quello dell'ascesa dei prodotti premium, che non riguarda solo il rum ma è comune ad altri distillati: vodka, tequila e gin. Non è certo un caso che tutti i grandi player mondiali abbiano attuato acquisizioni o espansioni di gamma dirette a consolidare l'offerta di prodotti che si collocano nell'area premium e che si caratterizzano per packaging raffinati e luxury. A livello mondiale, le vendite dei rum super premium sono raddoppiate negli ultimi cinque anni, allargando considerevolmente il mercato a nuovi brand generati dai big del superalcolico o da produttori di nicchia che hanno sfruttato le opportunità offerte da una platea di consumatori maggiormente consapevoli delle specificità e delle origini dei diversi distillati.
ln Italia crescono vodka e rum

In Italia, nel 2007, il mercato dei distillati ha registrato un giro d'affari di oltre 4 miliardi euro (fonte: Iswr): nel nostro Paese si registra, ormai da una decina di anni, un calo dei consumi di alcolici (distillati ovviamente compresi) e la tendenza è quella di un spostamento verso prodotti premium all'insegna del bere meno, bere meglio. Una tendenza non comune però a tutte le categorie di distillati. Per quanto riguarda il rum, il consumo generale è cresciuto, secondo il report dal 1990 al 2007, del 191%. Solo la vodka è cresciuta di più, del 247%. Decisamente negative, invece, le performance di brandy e whisky che, sempre nello stesso periodo, hanno registrato consumi in calo rispettivamente del 28% e del 51%. Nello stesso periodo il report segnala, a prova sempre di una tendenza generalizzata a privilegiare prodotti di pregio invecchiati o certificati, che il consumo dei soli rum scuri è cresciuto del 298%. Se si confronta questo dato, annota sempre il report, con il 37% di crescita registrato dal mercato del rum a livello globale, emerge che, nel periodo 1990-2007, il consumo di rum invecchiati è cresciuto in Italia di 8 volte rispetto alla tendenza mondiale. Un altro punto di forza del rum e che spiega in parte questo boom è la sua trasversalità di consumo (caratteristica simile per certi versi al fenomeno vodka). Miscelato o in purezza riesce ad attrarre target eterogenei di consumatori per età, estrazione sociale e professione. Senza contare che, come era una volta per il brandy, la bottiglia di rum scuro nella sua confezione luxury sta diventando un nuovo status symbol.

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