Così il tramezzino mise radici a Crema

Case History –

Sono venti i sandwich nel menu del nuovo take away Tram. Una proposta valorizzata da una gestione oculata e dalla consulenza di uno studio di immagine.

Un'impresa che gira attorno una buona idea, una conduzione familiare con a carico uno, al massimo due dipendenti. È questa la fotografia più puntuale del bar italiano, i cui contorni sono ricalcati perfettamente dalla nuova tramezzineria di Crema, il Tram. La buona idea innanzitutto: un locale dedicato al tramezzino in un contesto che poco, o, nulla, ha a che fare con tale tradizione gastronomica. Semmai a contendersi la palma di patria del tramezzino sono Torino, Venezia e Roma, dove esiste persino una via Panisperna (nome che in latino significa pane e prosciutto), ma non certo Crema. Un'idea perciò, quella di realizzare qui una tramezzineria, singolare, bizzarra, ambiziosa, un po' folle o persino sciagurata. Sia come sia, ma in soli quattro mesi (il locale è stato inaugurato il 27 settembre 2008) il Tram è arrivato a distribuire una media giornaliera di 150 tramezzini e, si è conquistato la fiducia dei tanti studenti e impiegati della zona, annoiati forse dall'offerta di pizze, piadine e panini.

La concorrenza sulla pausa pranzo

Del resto, e non è un'inezia, ci troviamo in una delle province italiane a più alta densità di locali: un esercizio almeno ogni 243 abitanti.
«In realtà abbiamo mutuato l'idea da un locale di Cremona, dove c'incontravamo spesso per la pausa pranzo», ammette candidamente Maria Assandri, contitolare insieme ai cugini Mauro e Manuel Bassi. Lei, casalinga, Mauro, medico, e Manuel, imprenditore, un giorno si sono trovati a pensare a come sarebbe stato divertente aprire una tramezzineria tutta loro. Detto, fatto.
Maria, insieme alla moglie di Mauro e a un dipendente, sbriga gran parte del lavoro al Tram. «Apriamo la mattina intorno alle 10.30 sino alle 14.30 e poi di nuovo nel pomeriggio dalle 16 alle 20 - spiega -. In questo modo riusciamo a proporre il tramezzino anche come merenda pomeridiana e non solo per la pausa pranzo». Merito anche dei prezzi concorrenziali: 2,50 euro, ben sotto la media nazionale (circa 3 euro). Senza contare le promozioni agli studenti: due tramezzini e una bibita sono proposti a 5,50 euro, un tramezzino e una bibita a 3,50. Aiuta anche il fatto che il locale abbia una licenza di somministrazione non assistita: non c'è servizio ai tavoli e i pochi sgabelli che ci sono servono per una veloce consumazione “alla barra” oppure semplicemente a rendere più piacevole l'attesa degli avventori.
Oltre che come take away, il Tram offre un servizio di delivery gratuito. «Per promuovere il locale abbiamo deciso di non applicare alcuna maggiorazione di prezzo per ordinativi superiori ai quattro tramezzini». Certo, gioverebbe agli affari, ne siamo certi, la possibilità di ordinare on line i tramezzini, ma a quattro mesi dall'inaugurazione del locale il sito non è ancora attivo. Probabilmente a Maria e agli altri non piace fare il passo più lungo della gamba. Lo dimostra anche il menu: sufficientemente ampio, ma non sterminato. Sono venti i tramezzini in carta, o meglio elencati sulla lavagna a tutta parete, da accompagnare a vini bianchi e rossi (solo bottigliette da 25 cl), birre (cinque etichette), acqua minerale e succhi di frutta. Punto e basta.

Nuovi spunti per impostare il menu

L'aspetto originale che vale la pena sottolineare è l'impostazione del menu: nessuna suddivisione per ingredienti utilizzati, né per tipologia di pane (che arriva puntuale ogni mattina da un forno di Cremona). I venti sandwich sono ripartiti su quattro categorie che potrebbero corrispondere a quattro diversi target, ovvero quattro diverse esigenze: i Tradizionali, i Rigeneranti, gli Allegri e i Mitici. Si va così dai classici cotto, funghi e maionese oppure würstel viennese, senape e cetrioli in agradolce ai robusti come bresaola, rucola, grana e maionese. Decisamente “rock” il tramezzino con mortadella, crema di pistacchi e indivia o il mitico gamberetti, zucchine grigliate e salsa rosa. Ciascuna categoria è distinta da un colore: rosso, verde, arancio e giallo.
E attorno a quest'impostazione gira tutta l'immagine del locale, il nome del locale (se non ci avete fatto caso le iniziali vanno a comporre il nome Tram, oltre che ammiccare all'abbreviazione di tramezzino), il logo e il progetto degli architetti Santina Caizzi e Carlo Schira dello Studio Pan di Crema.

Un'immagine coordinata
del locale

Senza dubbio elaborata come soluzione, ma di sicuro impatto: i quattro colori divengono sì componenti d'immagine, ma anche aiuto nell'identificazione e nella scelta del prodotto, evitando l'aggiunta di indicazioni commerciali spesso di cattivo gusto. Di più: i due architetti hanno studiato tutte le soluzioni possibili per valorizzare il prodotto creandogli cornici importanti. Così la vetrina in acciaio inox lucido e vetro temperato stratificato è stata realizzata su progetto dalle Officine Legi, mentre il banco espositivo, di servizio e il retrobanco in legno laccato bianco con piano di lavoro in acciaio inox portano la firma di L.A.M.A. Arredamenti. Lo studio ha persino prefigurato un'evoluzione della formula: il banco è suddiviso in due aree, una delle quali attrezzata con vaschette. «Per la stagione estiva - conclude Maria - stiamo pensando di introdurre nella nostra proposta anche la frutta fresca, oggi sempre più richiesta». Ben fatto.

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