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Con i buoni pasto elettronici la gestione è più snella

Gestione

Con i buoni pasto elettronici la gestione è più snella

Un accordo tra Epam e Qui!Group punta a sviluppare la diffusione dei ticket con microchip. Tra i vantaggi per i gestori, l’eliminazione dei problemi di falsificazione o di buoni scaduti

Riccardo Oldani

11 Giugno 2010

Per molti gestori di bar i buoni pasto cartacei sono una vera e propria croce, soprattutto sotto l'aspetto della riscossione di quanto dovuto da parte delle società emettitrici. Le provvigioni sono alte su un importo esente da oneri fiscali limitato, fissato in un massimo di 5,29 euro. I tempi di pagamento sono, quando va bene, 30 giorni data fattura. Per non parlare poi delle contestazioni, perché il buono è scaduto o è stato danneggiato o perfino falsificato. Ecco perché l'arrivo del buono pasto elettronico, introdotto ormai da qualche anno, sembrava la soluzione. Anche se finora questo sistema non è ancora decollato, a Milano è partito un esperimento pilota, sulla base di un accordo sottoscritto da Epam, l'associazione provinciale milanese dei pubblici esercizi che fa capo alla locale Camera di Commercio, con Qui!Group, un operatore che sta percorrendo la strada dei buoni pasto elettronici. L'intesa, appena definita e ora in fase di raccolta delle adesioni da parte degli esercenti, prevede una serie di condizioni migliorative rispetto alla gestione dei buoni pasto cartacei: lo sconto per il ritiro dei buoni pasto è ridotto al 7%, mentre il canone annuale è di solo 14 euro. Inoltre, siccome il buono elettronico funziona con una carta magnetica e richiede un lettore Pos, nell'ambito dell'accordo Qui!Group si impegna all'installazione e alla cessione in comodato dell'apparecchio.
Differenze e vantaggi

Sono molti i gruppi impegnati nel settore che propongono i buoni pasto elettronici, ma pochi quelli che stanno realmente spingendo per la loro diffusione, puntando soprattutto ad accordi con le pubbliche amministrazioni o con grandi gruppi. L'Agenzia delle Entrate, con una risoluzione del 17 maggio 2005, indica una preferenza per i buoni pasto elettronici, il cui servizio si differenzia da quelli cartacei perché «consentono di verificare in tempo reale l'accesso al servizio, non consentono di posticipare nel tempo la fruizione della prestazione e consentono di individuare il dipendente rispetto alla data in cui aveva diritto di ricevere la somministrazione del pasto». Gregorio Fogliani, ad di Qui!Group, enfatizza i vantaggi per l'esercente: «I buoni pasto elettronici eliminano una serie di incombenze che gravano sulla gestione del locale: non si spediscono più i buoni cartacei, la fattura viene prodotta in automatico, non si corrono rischi di falsificazione, non ci possono essere contestazioni su buoni scaduti, la gestione del pagamento viene fatta in tempo reale e processata nell'arco di 48 ore dalla società emettitrice».

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