Mai Tai secondo Compagnia dei Caraibi

Ricetta base presentata alla tappa Baritalia tenuta il 21 marzo 2016 al Teatro Santa Cecilia di Palermo

Le storie dei due pionieri Donn Beach e Trader Vic, di Jeff Berry, portavoce contemporaneo della miscelazione Tiki, e quella dell'attore Tom Cruise (i cui nomi sono stati per l'occasione italianizzati), sono state presentate dal maestro di cerimonia del team Compagnia dei Caraibi, Paolo Sanna. Le tre varianti di Mai Tai sono state interpretate da Gabriele Simonacci (Argot Bar, Roma), Gianluca Prosperi (Banana Republic, Roma), Otello Insinna (Bocum, Palermo).

Più che una storia romanzata, è una vera recita quella messa in scena - è proprio il caso di dirlo - nel ripercorrere le vicende del Mai Tai, una delle icone della miscelazione tiki. Una rappresentazione dove i bartender hanno interpretato i personaggi chiave di questa storia (i cui nomi sono stati camuffati e italianizzati per essere svelati solo alla fine), recitando in costume e cambiandosi d’abito all’occorrenza, e il maestro di cerimonia, Paolo Sanna, quello del narratore. Del resto, il tutto si è svolto sul palcoscenico di un vero teatro: quello del Real Teatro Santa Cecilia di Palermo. Un gioco che, però, ha voluto sottolineare come fatti grandi (le due guerre mondiali, il clima di gelo tra Usa e Urss nel secondo dopoguerra, la guerra del Vietnam) e piccoli del Novecento abbiano influito sul modo di bere e di miscelare, e come tutto ciò trovi una sintesi esemplare nel percorso del movimento tiki.

Il racconto parte dagli Stati Uniti, anno 1919. Comincia l’era del Proibizionismo e Goffredo Bacca (Jeff Berry, lo storico della miscelazione che ha ricostruito la storia del movimento tiki), si trova nel mezzo di una sparatoria tra gangster. Si rifugia in un caffè e, componendo un numero al telefono del locale, digita inavvertitamente un codice che gli apre una porta: si trova così in uno speakeasy (con sottofondo musicale jazz anni Venti), i locali dove all’epoca veniva servito illegalmente alcol, e qui comincia il suo viaggio nel mondo dei cocktail.

La scena successiva ci porta nel 1933. L’epoca del Proibizionismo è terminata e siamo nel locale in stile caraibico (con adeguato sottofondo musicale) di Domenico Spiaggia (Donn Beach, al secolo Ernest Raymond Beaumont Gantt), interpretato dal bartender Otello Insinna. Qui arriva Goffredo, per provare Il Migliore (il Mai Tai che nella lingua di Thaiti significa il migliore), il cocktail realizzato da don Mimì in un nuovo stile chiamato il Movimento dell’amore (lo stile tiki). E così nasce il primo twist interpretato da Insinna.

Adesso siamo nel 1944, in piena guerra mondiale, ed entra in scena un altro personaggio: Vittorio il Mercenario (Trader Vic, ovvero Victor J. Bergeron, l’altra grande figura del movimento tiki), interpretato dal bartender Gabriele Simonacci. Anche lui ha creato un suo Il Migliore e Goffredo vuole provarlo. E così arriva il secondo twist, Mai t’inchi (in dialetto catanese “non sei mai sazio”). Finisce la guerra e siamo negli anni Cinquanta, il benessere cresce, le persone vogliono divertirsi (ora il sottofondo è Now or Never di Elvis Presley). Il movimento dell’amore impazza e il Migliore di Vittorio è il cocktail che tutti vogliono bere e che tutti i locali copiano. A raggelare il clima, però, c’è la guerra fredda e un’altra guerra fredda scoppia tra Domenico e Vittorio che si contendono la primogenitura del Mai Tai e, soprattutto, del movimento.

Arriviamo, infine, al 1990. Il muro di Berlino è caduto e si conclude anche la guerra tra i due protagonisti: Vittorio ammette che è Domenico il fondatore del movimento dell’amore, ma va a lui la genesi de Il Migliore. Un’ultima figura entra in scena: è Tommaso Crociera, interpretato da Giuseppe Prosperi, che prepara il suo twist, Sex no the milf, con tecniche flair, richiamando il personaggio interpretato da Tom Cruise nel film Cocktail. In questi anni, infatti, inizia l’epoca degli american bar, che dà nuovo slancio al mondo dei cocktail, assecondando ancora una volta la voglia di divertimento delle persone, per arrivare alla fine del decennio alla rinascita della grande miscelazione.

La storia del cocktail base

La primogenitura del Mai Tai, cocktail simbolo della miscelazione tiki, è stata a lungo contesa tra le due figure principali del movimento, Donn Beach, al secolo Ernest Raymond Beaumont Gantt e Trader Vic, ovvero Victor J. Bergeron. In effetti, il primo cocktail con questo nome fu realizzato nel 1933 da Donn Beach, chiamandolo Mai Tai Swizzle. Un drink che però a un certo punto lo stesso Donn eliminò dalla carta dei suoi locali.

Nel 1944 anche Trader Vic, che aveva iniziato la sua carriera con Donn, creò la sua ricetta del Mai Tai. E fu quest’ultima versione quella che ebbe un enorme successo, divenendo molto polare tra gli anni Cinquanta e Sessanta, quando fu praticamente imitato e copiato in tutto il mondo, fino a diventare uno dei classici della miscelazione. La disputa tra i due andò avanti per parecchio tempo, con diverse cause discusse nei tribunali americani, e si concluse solo alla fine degli anni Ottanta, con l’attribuzione della paternità del drink, nella sua formula più famosa, a Trader Vic.

La ricetta Mai Tai secondo Compagnia dei Caraibi

Ingredienti

3 cl Botran Ron Reserva Blanca

3 cl Botran Ron Reserva 15 yo

1,5 cl liquore all’arancia (Amaro Amara alle arance rosse o Orange Curaçao)

1,5 cl latte mandorle

1 cl succo limoni verdelli.

Preparazione

Mescolare nello shaker (meno il rum scuro) con ghiaccio, filtrare e versare in bicchiere highball, aggiungere il rum scuro, guarnire con spicchio ananas, scorza di limone e rametto di menta.

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