Come si sollecita il pagamento di un debito?

La c.d. “costituzione in mora” del debitore

Qualora un primo sollecito non abbia alcun esito, il primo passo che un creditore può compiere al fine di tutelare le proprie ragioni in caso di mancato pagamento di un debito è quello di provvedere ad inviare una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno al debitore, lettera che includa l'invito formale ad eseguire il pagamento entro il termine indicato.

Tale termine è a discrezionalità del creditore e di norma varia dai tre ai quindici giorni.

E' questa la procedura di "costituzione in mora" del debitore, evento da cui discendono alcune importanti conseguenze legali nei confronti dl debitore stesso, quali - ad esempio - l'inizio della decorrenza degli interessi moratori nella misura dell'interesse legale, se non pattuiti diversamente e l'obbligo di risarcire l'eventuale danno arrecato al creditore.

Nell'ipotesi in cui il debitore non provveda a saldare il proprio debito nel termine indicato nella lettera di costituzione in mora, rischierà di vedersi notificare dal creditore un atto di citazione oppure, a seconda dei casi, un decreto ingiuntivo.

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