Giostra d’Alcol secondo Campari Academy

Ricetta base presenta a Baritalia tappa di Bari Villa de Grecis 1 febbraio 2016

Una spruzzata di essenza di rosa, in perfetto stile futurista, ha aperto la performance di Campari Academy. E non poteva essere diversamente dal momento che lo studio condotto dal team si è concentrato sul Giostra d’Alcol di Enrico Prampolini, che, insieme a Le Grandi Acque, sempre a firma Prampolini, è la polibibita più replicata nella storia della miscelazione futurista.

Bevanda ben equilibrata, è costituita da tre ingredienti: Campari, cedrata e Barbera d’Asti. E proprio quest’ultimo costituisce una delle peculiarità del Giostra d’Alcol, unico esempio al mondo di cocktail in cui vi sia il Barbera. Una scelta che riprende un gusto classico, l’unione di un vino fermo con il Campari, molto diffuso nel Nord Italia fin dagli anni Venti, ma che rompe con la tradizione popolare del bar, grazie al tocco di genio rappresentato dall’impiego di un vino rosso al posto del bianco. Altra bizzarria è la decorazione, fatta con due stecchi di legno affondati nella miscela con, alle estremità, un cubetto di formaggio e un cubetto di cioccolato amaro.

Altrettanto innovative le rivisitazioni proposte dal team guidato dall’esperto Fulvio Piccinino, autore de “La miscelazione futurista”, un accurato lavoro di indagine sul mondo della miscelazione del movimento di Marinetti. Le specialità presentate sono realizzate nel pieno rispetto dei canoni della miscelazione futurista, che prevede l’utilizzo esclusivo di prodotti italiani, ampio ricorso a ingredienti preparati in casa e nessun ausilio di jigger (o misurini).

Così, fermo restando il Campari, conservato in tutte e tre le ricette, in Rosso Maturo di Davide Cerioli troviamo come base un vino al cioccolato home made, fatto con Barbera d'asti e cioccolato fondente, e una guarnizione con uno stecchino con dattero denocciolato e ripieno di formaggio. Mentre Daniele Montorfano per il suo Inferno, Purgatorio, Paradiso ha optato per il Barolo Chinato accompagnato da un top di grappa sodata e aromatizzata (cannella, chiodi di garofano, alloro), il tutto accompagnato da una foglia alimentare a base di grana padano con confettura di fichi leggermente senapata. Enzo Tana, invece, ha utilizzato vino Aglianico e Nocillo Leanza, decorando con un quadrato di formaggio alle vinacce e castagna bollita, avvolto nel capicollo nero del casertano.

Altro tocco futurista, la luce verde sotto la quale sono state presentate le tre rivisitazioni, dopo un colpo di gong, come avvenne alla prima presentazione della polibibita in un ristorante di Parigi.

La storia

Creazione di Enrico Prampolini, Giostra d’Alcol fu presentato all’Esposizione coloniale internazionale di Parigi del 1931, con il nome di Carrousel d’Alcool, nel corso di un banchetto futurista nel ristorante Italia, dove fu bevuta sotto una spettrale luce verde, dopo il suono di un gong. Tra le bevande di maggior successo della miscelazione futurista, la sua idea venne all’autore forse dalla passione per la scenografia caratterizzata da elementi “psichedelici”: il movimento circolare e ripetitivo della giostra induce stordimento misto a euforia, sensazioni amplificata dalla presenza di alcol. Effetto su cui gioca anche la decorazione, costituita da lunghi stecchi con alle estremità formaggio e cioccolato, che lascia pensare che il consumatore dovesse “dinamizzare” la bevanda, rimestandola in una spirale continua. A partire dal secondo dopoguerra è stata un po’ dimenticata, sorte che riguarda tutta l’opera del futurismo a causa della sua compromissione con il regime fascista, per tornare alla ribalta negli ultimi anni, grazie all’opera di diversi bartender, con capofila Fulvio Piccinino, che hanno recuperato questo importante filone della miscelazione italiana.

Ricetta Giostra d'Alcol secondo Campari Academy

Ingredienti

6 cl Barbera d’Asti Docg

3 cl Campari

3 cl Cedrata Tassoni

Preparazione

Tecnica build, servire in tumbler basso con ghiaccio e con due cubetti di formaggio semiduro tipo toma e cioccolato amaro su stecco.

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1 commento

  1. Anni fa esordì con un cocktail abbastanza aromatico dal nome “negroni young”. La ricetta era quella di un semplice negroni ma utilizzai un vino barrique al posto del vermouth rosso, il tutto decorato con un ramoscello di timo fresco, orange twist, lime essiccato e 2 dash di un bitter home Made di mia creazione, composto principalmente da pepe nero, coriandolo e fiori di gelsomino. Il risultato è stato un cocktail beverino, equilibrato negli aromi e dal gusto deciso ed intenso. Sono contento che finalmente il mondo della mixology si sia dato una svegliata.

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