Campari brinda con Appleton Rum

Mercato –

Rilevato per soli 330 milioni di euro il controllo della società giamaicana produttrice dello storico premium rum. Si consolida la presenza al vertice dei produttori di alcolici.

Tra i distillati, la famiglia dei rum è quella che continua a dare soddisfazioni in termini di vendite. A completare la propria gamma di premium spirit, il gruppo Campari ha nei giorni scorsi acquisito l’81,4% della società giamaicana Lascelles deMercado & Co Ltd (LdM), più nota come produttore degli storici Appleton Rum (1749). L’acquisizione sarà quindi perfezionata con un’offerta di pubblico acquisto nei confronti degli altri azionisti della società caraibica. Del valore di 330 milioni di euro, l’acquisizione include i brand Appleton Estate, Appleton Special, Wray & Nephew White Overproof e Coruba, insieme con un consistente magazzino di prodotto invecchiato e ad alta gradazione. Inoltre, nell’isola antillana l’azienda acquisita controlla due impianti di distillazione, uno zuccherificio, 18 magazzini, più 9 tenute agricole per oltre 4mila ettari di piantagioni di canna da zucchero.
Nel 2011 il volume di vendita di LdM ha totalizzato circa 3,5 milioni di casse da 9 litri. Dopo le importanti acquisizioni di Wild Turkey Kentucky Bourbon Whiskey (2009), Cabo Wabo Tequila (2007) e Skyy Vodka (2002), il gruppo Campari continua nella politica di acquisizione di noti marchi premium internazionali. «Con questa operazione – ha precisato Bob Kunze-Concewitz, chief executive officer della società milanese – consolidiamo la nostra massa critica nei mercati nordamericani, otteniamo una posizione leader in Giamaica, importante destinazione turistica internazionale e rafforziamo la nostra presenza nel segmento strategico dei premium spirit, il più importante e profittevole per il Gruppo».
Un’opportunità colta al volo

L’acquisizione è stata facilitata dal crack del gruppo CLF Ltd, società conglomerata di Trinidad Tobago che controllava l’81,4% della società produttrice di Appleton Rum. In questo modo la famiglia Garavoglia che controlla il Gruppo Campari ha pagato solo 15 volte il Mol (margine operativo lordo) per acquisire il controllo di una società che fattura l’equivalente di 210 milioni di euro, contro una media di 18-20 volte il Mol. Di conseguenza il gruppo Campari porterà il proprio fatturato da 1,2 miliardi di euro (2011) alla soglia di 1,5 miliardi di euro, garantendosi un posto tra i primi cinque produttori di alcolici mondiali. Nel portafoglio Campari manca ora solo un premium gin per rendere completa l’offerta di bevande alcoliche sui mercati internazionali.

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