Hanky Panky secondo Branca

Ricetta base presentata alla tappa Baritalia tenuta il 13 giugno 2016 al Palazzo del Ghiaccio di Milano.

Se nel 2016 siamo ancora a parlare di condizione della donna, non è difficile immaginare quale potesse essere la situazione all’inizio del secolo scorso, anche nei paesi più progrediti. Eppure, grandi talenti femminili non mancavano, in tutti i campi. E quello della miscelazione non fa eccezione.

In un’epoca nella quale le donne che frequentavano i bar non erano proprio ben viste, per usare un eufemismo, e quelle che vi trovavano lavoro venivano relegate in mansioni marginali, preparare e servire un drink era infatti cosa da uomini, una ragazza americana compie il miracolo. È Ada Coleman, che nel 1903 diventa la prima donna, e finora anche l’unica, ad assumere il ruolo di head bartender dell’American Bar del Savoy Hotel di Londra, uno dei templi mondiali della mixology. Se Jerry Thomas, viene considerato il patriarca dei barman, “Coley”, come veniva chiamata affettuosamente, è senz’altro la matriarca delle barlady.

A questo straordinario personaggio ha reso omaggio la squadra di Branca, che sotto la guida del maestro di cerimonia Mattia Lissoni ha reinterpretato uno dei suoi cocktail più famosi, l’Hanky Panky, creato dalla Coleman nei primi anni Venti per sir Charles Hawtrey, habitué del bar del Savoy, grande esperto di drink e attore e regista teatrale tra i più noti dell’epoca.

Un cocktail che riassume in sé l’arte della barlady, perché nella sua semplicità apparente, dovuta all’utilizzo di tre soli ingredienti, rivela una sorprendente complessità di gusto, dovuta all’aggiunta alla base di gin e vermouth italiano, di Fernet Branca, altra gloria italiana molto amata dalla Coleman.

E su questa struttura hanno giocato i bartender del team, ora rafforzando, ora riducendo, ora aggiungendo nuove note alle componenti base.

La prima via è quella seguita da Fabio Brugnolaro nel suo Spiky Franky, che ha modificato e fortificato i tre ingredienti con tre infusioni istantanee a freddo: il gin con foglie di basilico, il Fernet con zucchero e rami di menta, il vermouth Carpano Antica Formula con pepe, noce moscata e rosmarino.

Erik Viola in Imbroglio Di Vino ha invece ridotto gli ingredienti a due, utilizzando gin e un “vermouth al fernet”, ovvero un vermouth home made, realizzato con Pinot Nero infuso con Fernet, zucchero, acqua, artemisia e assenzio.

Mentre in Faula Flirt, Carlo Simbula ha arricchito la formulazione originale con i sapori della sua terra, la Sardegna, aggiungendo del Mirto, e servendo in un bicchiere affumicato con legno di quercia e finocchietto selvatico.

La storia del cocktail

L’Hanky Panky è stato creato da Ada Coleman nei primi anni Venti all’American Bar dell’Hotel Savoy di Londra per l’attore e regista inglese sir Charles Hawtrey, grande appassionato e conoscitore di cocktail. Oltre alla presenza, tra gli ingredienti, del Fernet Branca, il drink ha un’altra particolarità: il suo nome, un’espressione inglese che può avere diversi significati, come ingannevole, imbroglio, come tradizionalmente viene interpretato, ma che può alludere anche a un intrigo o flirt amoroso. In un’intervista rilasciata nel 1925 al quotidiano inglese The people (oggi Sunday People) è stata la stessa Coleman a raccontarne la genesi: «Il compianto Charles Hawtrey era uno dei migliori giudici di cocktail che abbia mai conosciuto. Alcuni anni fa, dopo il lavoro, aveva l’abitudine di venire al bar a bere qualcosa. Con lui ho passato ore a sperimentare miscele finché non riuscivo a realizzare un nuovo drink. Una sera gli proposi di provare una mia nuova creazione. La bevve e alla fine esclamò: “Per dio, questo è un hanky panky!”. E da allora è sempre stato chiamato così».

La ricetta dell'Hanky Panky secondo Branca

Ingredienti

1 1/4 oz Carpano Antica Formula

1/2 oz Fernet Branca

1 1/2 oz The Botanist Islay Dry Gin

Preparazione

Agitare gli ingredienti nello shaker con ghiaccio pour, versare in bicchiere da cocktail, guarnire con buccia di arancia.

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