Fernet Daiquiri secondo Branca

Ricetta base presentata alla tappa Baritalia tenuta il 21 marzo 2016 al Teatro Santa Cecilia di Palermo.

Coppola e abito nero per il team Branca che, per bocca del maestro di cerimonia Peppe Cirrito, ha voluto sottolineare l'impiego di vari prodotti tipici siciliani e l'origine, sempre siciliana, dei tre barman Alessandro Vento (Dop, Barcellona-Me), Paolo Tulumello (Jumeirah American Bar, Palermo) e Angelo Sciacchitano (Clòose, Palermo) che hanno realizzato tre twist sulla base di Fernet Daiquiri.

I Caraibi traslocano in Sicilia nelle rielaborazioni del Daiquiri fatte dal team, pardon, dalla “famiglia” Branca. Del resto, il corroborante cocktail a base di rum, succo di lime e zucchero si presta bene per placare la sete anche delle afose giornate siciliane. Ma non è questo l’unico motivo. Nella sua ricerca il maestro di cerimonia Peppe Cirrito ha trovato una serie di curiosi elementi che legano il drink ad alcune vicende della sua famiglia. A partire dalla coincidenza dell’epoca della creazione del Daiquiri, negli ultimi anni dell’Ottocento, con l’acquisto da parte dei nonni di un terreno a Cianculli, la campagna di Palermo dove si coltivano gli agrumi e dalla quale provengono le materie prime (mandarini, arance, limoni, pompelmi e mandorle) utilizzate nei twist. Materie prime che la famiglia Branca, rigorosamente vestita di gilet e coppola, a sottolineare la provenienza palermitana di tutti i componenti, come segno di ospitalità ha donato in una cesta di vimini alla giuria.

E proprio questo terreno ha ispirato la rivisitazione del classico presentata da Angelo Sciacchitano. Rivisitazione fatta in chiave collins e pertanto chiamata, con un gioco di parole, Feudo dei Collins, realizzato con grappa Candolini, sciroppo di mandorle home made, mix di agrumi (mandarino e limone) e qualche goccia di Fernet Branca, per bilanciare il tutto con una nota amara. Ad accompagnare il drink, un side di mandorle e mandarini proposto in un piccolo carretto siciliano, il mezzo utilizzato dai contadini per trasportare il raccolto, contornato da uva passa, a simboleggiare le pietre nere che tracciavano il percorso dei carri nei sentieri di campagna.

Anche il twist presentato da Francesco Tulumello, e realizzato con grappa Candolini, marmellata d’arancia, succo di pompelmo rosa e foglie di basilico, è nato ispirandosi a una figura legata a quel terreno di campagna. Il suo nome è Turi ed è stato realizzato pensando al contadino che lavorava nel campo con il nonno di Cerrito.

Infine, Sparaciaro, la rivisitazione presentata da Alessandro Vento, fatta con brandy Stravecchio Branca e sherbet di mandarino e limone. Servito in tazza con ghiaccio a mo’ di punch, è stato accompagnato da un side di mandarini e Tumazzu con pepe nero, un tipico formaggio siciliano, da infilzare con bastoncini appuntiti fatti con rami di mandarino, come facevano i contadini che non avevano le forchette. L’omaggio che la “famiglia” ha voluto rendere alla persona le cui vicende sono state fonte di ispirazione per tutta la ricerca: nonno Felice.

La storia del cocktail base

Reso famoso nel mondo da personaggi come Ernest Hemingway e citato in numerose pellicole di successo, da Il Nostro Agente all'Avana a Improvvisamente l’estate scorsa (con Katharine Hepburn e Montgomery Clift), da Assassinio allo specchio a Il padrino, il Daiquiri si ritiene nasca alla fine dell’Ottocento. Molte sono le storie, infatti, che ne pongono la genesi durante la guerra ispano americana per l’indipendenza di Cuba, sebbene non concordino sull’attribuzione della paternità: alcune riferendola a un marinaio scampato all’affondamento dell’incrociatore americano Maine nel porto de l’Havana, altre al Generale Usa William R. Shafter, altre ancora a Francesco Pagliuchi (che divenne anche comandante dei ribelli cubani) e a Jennings S. Cox, due ingegneri impiegati in una miniera di ferro della baia di Daiquiri.

Le prime tracce del drink risalgono a poco più tardi, lo troviamo infatti nel Straub’s Manual Of Mixed Drinks del 1931 di Jacques Straub. Comunque sia, il cocktail corroborante e rinfrescante fu apprezzato dagli ufficiali americani della base di Guantanamo, che ne favorirono la diffusione negli Stati Uniti, prima di diventare uno dei drink più richiesti al mondo.

La ricetta Fernet Daiquiri secondo Branca

Ingredienti

4,5 cl rum bianco

2 cl succo lime

0,5 cl sciroppo zucchero

1 bar spoon Fernet Branca

Preparazione

Miscelare nello shaker, versare in coppetta cocktail.

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