Bizzarri: «Creiamo prodotti che vi semplificano la vita»

Nestlé Professional –

Offrire bevande e cibi facili da preparare, già conosciuti e apprezzati dai clienti e capaci di offrire a chi lavora dientro il banco la possibilità di lavorare meno (o meglio) o di guadagnare di più: è l’impegno della nuova divisione del colosso svizzero. Che scommette sulla crescita nel canale bar

Semplificare la vita ai baristi, fornendo loro prodotti “facili” a costi contenuti, e offrirgli nuove opportunità per sviluppare il proprio business: sono i due criteri guida su cui basa la propria attività Nestlé Professional, nuova divisione della multinazionale svizzera dedicata al mondo del fuori casa.
Un mondo dal quale, come ci racconta Giovanni Bizzarri, Country business manager di Nestlé Professional Italia, l'azienda si attende importanti tassi di crescita per gli anni a venire.

Da inizio 2009 al posto della divisione Foodservice è nata Nestlé Professional. Cosa è cambiato, al di là del nome?
Innanzitutto il punto di partenza: Nestlé ha individuato nel mercato del fuori casa uno dei pilastri del futuro sviluppo dell'azienda. Pensiamo che nei prossimi anni, a crisi passata, possa crescere molto di più del retail: soprattutto nei Paesi emergenti, ma anche in quelli dell'Europa Occidentale. Una volta individuato nel fuori casa un asset strategico, il passo successivo è stato creare una struttura adeguata alla sua importanza. Nestlé Professional è una business unit con risorse proprie, persone dedicate, investimenti specifici. Abbiamo una struttura centrale di ricerca che si occupa di studiare nuovi prodotti e un forte interscambio di esperienze e conoscenze tra i vari mercati. La strategia è unica a livello mondiale, ma ogni Paese può seguire le proprie logiche e sviluppare prodotti che, se hanno successo, possono essere poi portati anche in altri mercati.

Quali sono i valori chiave su cui si sviluppa il vostro business?
Il nostro primo obiettivo è di stabilire con l'operatore una vicinanza, fatta di dialogo e di relazione, che ci permetta di comprenderne i bisogni e di dargli delle risposte. Nel segno di affidabilità, consulenza e innovazione. Che significa fornire prodotti che permettono all'operatore di risolvergli dei problemi: facendogli fare meglio, più velocemente o a minor costo cose che già fa. Oppure offrire soluzioni, nel segno della novità, capaci di portare consumi aggiuntivi.

Il vostro primo target è la ristorazione. E il mondo del bar?

In termini di volumi viene dopo ristorazione, vending e canale delle gelaterie-pasticcerie. Ma il bar è il canale dove siamo entrati più tardi, nel 2001, e quello per cui prevediamo i maggiori tassi di crescita, a ritmi del 5-10% l'anno.

Quest'anno avete interrotto la vostra collaborazione con Natfood. Per quali ragioni?

Il nostro primo obiettivo, come ho detto, è essere sempre più vicini ai nostri clienti. Per questo abbiamo deciso di creare una nostra rete vendita dedicata al canale bar, una squadra di consulenti capaci di supportare il business degli operatori e offrire un servizio più efficiente, risposte più tempestive e maggiore collaborazione. Al posto di un distributore esclusivo, come è stato Natfood per otto anni, adesso abbiamo una rete di concessionari con un'esclusiva di zona, coordinati direttamente da noi. Per i gestori di bar abbiamo creato una piattaforma web, attività commerciali dedicate e una newsletter. E non escludiamo in futuro la possibilità di dar vita a un sito di e-commerce b2b.

Il settore dei bar non sta passando un buon momento. Cosa fare per uscire dai guai?

Credo che la prima cosa da fare sia cercare di ricreare quel feeling tra consumatore e barista che mi sembra un po' smarrito, così come è smarrita l'identità stessa del bar. Sono ancora troppi quelli che pensino che basta tirare su la saracinesca per avere clienti. La realtà è quella di un consumatore più esigente, che vuole un buon livello di servizio e non sempre lo trova. Troppi bar sono tutti uguali: devono riscoprire qual è il motivo che offrono per essere scelti.

Cosa fate - o farete - per aiutarli?

Sul fronte del prodotto, abbiamo sviluppato una proposta, fatta di prodotti solubili di alta qualità e di macchine erogatrici robuste, di dimensioni adeguate e facili da usare, capace di offrire nuove occasioni di consumo con un basso costo di erogazione. L'ultimo esempio è il filone dei caffè aromatizzati, dal ginseng alla nocciola, che hanno riscontrato un grande successo. Sul fronte del servizio, ci stiamo strutturando per andare incontro alle nuove esigenze del bar, sempre meno in grado di prevedere tempi e quantità di consumo e quindi bisognoso di ridurre le scorte e di un maggior numero di ordini per quantitativi più bassi. Sul fronte della consulenza, vorremmo fare un po' di formazione, partendo dall'interesse e dai bisogni degli operatori. Un'ipotesi potrebbe essere quella di far conoscere meglio i nostri prodotti, fornendo consigli e suggerimetni sul modo di presentarli o di guarnirli al meglio.

Cosa chiedete in cambio?

Le nostre macchine sono offerte in comodato d'uso gratuito: perché il nostro investimento abbia un ritorno, occorre raggiungere una certa soglia di vendite. Noi offriamo un prodotto di qualità, sicuro, affidabile e con marchi conosciuti e riconosciuti dai clienti, come Orzoro o Perugina. Logico che questo abbia un costo, ma anche un valore che va oltre il prodotto.

Quali sono i nuovi prodotti cui state lavorando?

Le due linee di sviluppo più promettenti sono le aromatizzazioni e le ricette fredde a base cioccolato, caffè e vaniglia.

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