Bicchieri da mangiare

Novità –

A New York un gruppo di giovani creative inventano un bicchiere commestibile in agar agar

bargiornale 05_12

Di vari colori, da mangiare (anche mentre si beve) e, addirittura, proposti in diversi gusti. Succede a New York e parliamo di veri e propri “bicchieri commestibili” ideati e progettati da 4 giovani donne, Leigh Ann Tucker, Chelsea Briganti, Monica Bhatia ed Ingrid Zweifel, tutte laureate alla prestigiosa Parsons School of Design. Un’invenzione nata non per caso ma frutto di un vero e proprio progetto. Le quattro creative hanno infatti organizzato un laboratorio di design e l’hanno denominato The way we see the world (il modo in cui vediamo il mondo) con tanto di sito web (www.thewayweseetheworld.com). Per il momento questa loro ingegnosa trovata “gelatinosa” si chiama Jelloware, ma probabilmente cambierà nome, perché il colosso Kraft Foods ha nel suo portafoglio un prodotto che si chiama in modo molto simile Jell-O (famoso dessert pronto a base di gelatina). Tutto è iniziato da un prototipo per una formina in gelatina ideato dalle nostre designer proprio per un concorso dedicato a Jell-O. Le quattro creative rimasero subito incuriosite dalle possibilità di impiego e utilizzo della gelatina, un materiale ad alta potenzialità progettuale che poteva funzionare benissimo anche per creare utensili come dei bicchieri. Ma di cosa sono fatti realmente questi calici edibili?
Il segreto è subito svelato: la materia prima si chiama agar agar, polisaccaride usato come gelificante naturale e ricavato da alcune alghe giapponesi. Si tratta in pratica di un’alternativa, assolutamente biologica e biodegradabile, alla gelatina tradizionale o alla colla di pesce e ha gli stessi risultati finali della gelatina alimentare. Le quattro designer hanno anche messo a punto una serie di gusti che rendono i bicchieri in gelatina abbinabili alla tipologia di bevanda che devono contenere: ad esempio, rosmarino-barbabietola, ginger-menta, limone-basilico, oltre a diverse varietà di bicchieri creati per “ospitare” i diversi “signature cocktail” di Absolut Vodka.
Le inventrici sperano ora di attrarre l’attenzione di aziende e investitori per poter raccogliere le risorse economiche necessarie e lanciare in grande stile sul mercato del largo consumo la loro scoperta. Le premesse per un successo, almeno sulla carta, ci sono tutte.

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