Tempi d’oro per gli spumanti made in Italy

Vivace espressione del vivere all’italiana, lo spumante è il drink style che conquista un numero sempre maggiore di estimatori e conta, solo in Italia, oltre 3 milioni di appassionati. Nel nostro Paese, nonostante la sua immagine sia ancora legata alle feste, i consumi sono in forte crescita, soprattutto tra le mura di casa, come provato dall’aumento degli acquisti nella Gdo e direttamente in cantina. Nel comparto horeca, in cui la mescita al calice ha incrementato notevolmente i consumi, le scelte risultano influenzate 6 volte su 10 dalle guide e dal consiglio di amici e premiano i metodi classici, nazionali ed esteri. Le bollicine convincono a tutto pasto, con il Franciacorta che spopola a cena e il Prosecco che vince fuori pasto, seguendo a scia l’Asti nelle esportazioni. Il trend non poteva certo sfuggire all’occhio vigile dell’Osservatorio Nazionale Economico del Forum Spumanti d’Italia, diretto da Giampietro Comolli, che ha analizzato gli entusiasmanti dati relativi al 2007.

Il Piemonte è leader nella produzione 
Carta canta: la produzione annuale di vini spumanti raggiunge la considerevole cifra di 299 milioni di bottiglie (21,5 milioni metodo classico e 276,5 milioni metodo charmat) di cui 153 milioni stappate in Italia, che provengono principalmente da Piemonte (132 milioni), Veneto (130 milioni) e Trentino Alto Adige (14 milioni). La Lombardia si distingue per la produzione di spumanti a metodo classico (13,4 milioni tra Doc e non Doc). Il consumatore appassionato? 35-50 anni, maschio, laureato, del centro sud e nord ovest, dove si segnala il 30,8% del consumo totale. A questa figura, un sondaggio di Winenews e del Forum Spumanti affianca i grandi “spumanauti”, coloro cioè che prediligono le bollicine negli acquisti: scelgono soprattutto Prosecco, Franciacorta e Trento Doc, arrivando a comprare anche 48 bottiglie a testa l’anno.

Export in crescita
E le esportazioni? Sono concentrate in primavera e autunno e indirizzate soprattutto a Germania, Stati Uniti, Inghilterra e Russia, con forti incrementi in Giappone, Svizzera, Svezia, Cina, Norvegia e Polonia. Il nuovo record raggiunge i 146 milioni di bottiglie vendute in 62 paesi, con un fatturato globale che supera gli 1,3 miliardi di euro. «Per consolidare i risultati positivi del 2007 – conclude Comolli – si avverte la necessità di una comunicazione forte a livello nazionale, di eventi di conoscenza generale e corsi di analisi sensoriale specifici». A questo proposito, il Forum Spumanti d’Italia ha promosso, lo scorso maggio, il III Simposio Tecnico Spumanti d’Italia, dove Università, Istituti didattici e di ricerca italiani hanno presentato relazioni sperimentali e innovative su viticoltura, enologia, mercato, economia e legislazione.

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