Sei talenti, un vincitore: The vero bartender è Gianfranco Sciacca

Quattro mesi di marcia di avvicinamento alla finale; 9 masterclass in tutta Italia per 400 bartender con special guest come Marian Beke, Martina Berznavova, Daniele Gentili, Mattia Pastori, Rudi Carraro e Gabriele Manfredi; oltre 150 ricette presentate all’organizzazione; 12 concorrenti semifinalisti nelle 2 tappe di Milano e Roma e un vincitore assoluto: Gianfranco Sciacca con il suo Virtudi, rivisitazione del Brooklyn realizzata miscelando Amaro Montenegro con whiskey irlandese, vermouth rosso, conserva di marasche home-made aromatizzata con maggiorana e scorze d’arancia, un velluto di chinotto il tutto guarnito con frutti rossi, un rametto di maggiorana, foglia e frammenti di corteccia di arancia amara. Nella finalissima di Be The Vero Bartender, andato in scena Palazzo Re Enzo a Bologna, il trentenne bartender di Bagheria (Palermo) si è confrontato in una serie di prove con gli altri cinque concorrenti in corsa per la vittoria: Giovanni Badolato, Matteo Barbieri, Massimiliano Dessi, Samuel Donniacuo ed Emanuele Falone. Il contest di Amaro Montenegro si è aperto con la prova il Vero Test, dieci domande a risposta multipla che hanno certificato le conoscenze dei bartender su storia, processo produttivo di Amaro Montenegro e cultura generale sui classici della miscelazione internazionale. La gara è proseguita con Vero Box, dove i finalisti sono stati chiamati a preparare un cocktail creativo a base di Amaro Montenegro, utilizzando esclusivamente gli ingredienti presenti in una “mistery box”. Nell’ultima prova, invece, i concorrenti,  hanno dovuto preparare il loro originale twist on classic. A valutare le loro performance una giuria composta da figure di primo piano del settore, quali Matteo Bonoli, master herbalist di Amaro Montenegro, Giuseppe Gallo, tra i principali esperti nel panorama della mixology internazionale, e Sother Teague, beverage director di Amor y Amargo a New York. Ad aggiudicarsi il “Premio della Critica”, assegnato invece da una giuria composta da 15 ospiti della finale, tra i quali the living legend Peter Dorelli, è stato Massimiliano Dessi di Montevarchi (Arezzo), in gara con il suo Principe di Montenevoso, un omaggio a D’Annunzio che definì Amaro Montenegro il “Liquore delle Virtudi”.

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