Liquori italiani rivisitati in chiave moderna

Trasformare una grande passione in un’azienda non è da tutti. Giovanni Negro l’ha fatto. Complice una tradizione familiare, da cui ha ereditato una serie di ricette liquoristiche, e una lunga pratica che gli ha permesso di rivisitare le ricette in chiave moderna. L’insistenza e gli apprezzamenti di chi - amici, colleghi, operatori - aveva assaggiato i suoi prodotti home made ha fatto il resto. Convincendolo a produrre per il mercato, italiano ed estero (oggi l’80% della produzione dell’azienda viene venduta sui mercati stranieri, ndr). Così è nata Turin Vermouth. E oggi, a distanza di tre anni, il progetto sta prendendo sempre più forma: con una nuova sede che riunisce gli uffici e lo stabilimento produttivo, scelta all’interno del comune di Torino per rinverdire una tradizione che in passato riuniva in città la gran parte dei produttori.

La nuova gamma Tuvè

Rinverdire la tradizione liquoristica italiana, del resto, è proprio l’obiettivo che si è posta Turin Vermouth. Che, dopo aver debuttato sul mercato con la gamma di vermouth Drapò - recentemente oggetto di un restyling delle bottiglie - e con l’amaro Black Note, ora si presenta - il debutto ufficiale sarà alla tappa milanese di Baritalia, il 26 ottobre ad Host, con la nuova gamma Tuvè.

«Tuvè  sarà la nostra linea di prodotti premium - spiega Nicolò Calza, direttore sales&marketing dell’azienda -: cominciamo con due grandi classici della tradizione italiana, Bitter e Fernet, rivisitati in chiave contemporanea. Sono il frutto di oltre due anni di studi e di sperimentazioni, perché volevamo proporre al mercato qualcosa di originale e non il prodotto fotocopia di qualcosa di già esistente».

Tradizione e rivisitazione sono le parole che meglio di altre spiegano la filosofia di Turin Vermouth: «Puntiamo a fare prodotti il più artigianali possibile - spiega Calza - con una ricerca costante della qualità. Così limitiamo al massimo le filtrazioni e investiamo costantemente sulla qualità delle botaniche: oggi ne importiamo da 13 Paesi, scegliendo con cura ogni ingrediente. Tanto per fare alcuni esempi, prendiamo la liquirizia in Calabria, il timo in Libia, l’aloe in Australia. I vini, invece, sono italiani, in buona parte provenienti dalla nostra cantina nel Monferrato».

Gli sviluppi futuri

«Abbiamo investito in una linea di imbottigliamento d’avanguardia che ci permetterà di produrre fino a 3mila bottiglie l’ora - spiega Calza -. Questo ci permetterà di allargare progressivamente la gamma Tuvè con altri liquori già dal 2016. Stiamo lavorando alla rivisitazione del nostro vermouth riscoprendo un antico metodo di produzione. Il nostro obiettivo, in prospettiva, è arrivare a offrire ai bartender tutti i prodotti, limitandoci a quelli della tradizione liquoristica italiana necessari per realizzare i più importanti cocktail a base vermouth e bitter».

 

«Bartender, benvenuti in azienda»

Intervista a Nicolò Calza, direttore  sales&marketing di Turin Vermouth

Il mercato dei produttori di liquori è molto affollato. Quale ruolo pensa di ritagliarsi Turin Vermouth in questo panorama? 

Facendo un paragone calcistico, ci riteniamo ancora un piccola e giovane squadra outsider il cui segreto è giocare a pallone con tanta passione e con la convinzione che giocando un ottimo calcio si possa ambire a palcoscenici da grande squadra.

I vostri clienti sono i bartender. Che tipo di relazione volete sviluppare con loro? 

Fin dall’inizio abbiamo cercato di impostare con i bartender una relazione di collaborazione. Interagire con loro è per noi molto importante: le indicazioni di chi tutti i giorni usa i nostri prodotti ci aiutano a fare sempre meglio. Anche nello sviluppare le ricette dei nuovi prodotti ci hanno fornito dei feedback preziosi.

La nostra nuova sede è stata pensata come un luogo dove i bartender sono i benvenuti. Li invitiamo a venirci a trovare per mostrare loro i processi di estrazione, le infusioni, l’imbottigliamento. Vorremmo che da noi si sentissero a casa.

Allo stesso tempo, riproporremo la nostra Turin Vermouth Competition, che quest’anno sarà itinerante, saremmo presenti nei principali Bar Show europei e in alcuni appuntamenti italiani, da Lady Drink a Baritalia.

Per presentare la nuova linea Tuvè avete scelto proprio la vetrina di Baritalia. Cosa vi aspettate? 

La prima edizione di Baritalia ci ha dato la possibilità, noi così piccoli, di entrare nella grande famiglia dei bartender e di sederci alla stessa tavola. Questo ha significato sì farci conoscere di più, ma soprattutto conoscere di più e meglio i bartender, gli operatori, i colleghi. Ci piace il concetto di laboratorio, dove si mettono in moto idee, relazioni, sviluppi: i feedback dei professionisti del bar sono sempre preziosi.

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