La guida ai rossi salvacuore

Stop alla classificazione dei vini con bicchieri, stelle o grappoli. Bisogna passare ai cuori. A suggerirlo è un ricercatore britannico, Roger Corder, esperto di malattie cardiovascolari, membro della Royal Society of Medicine inglese e della American Heart Association, che riunisce i migliori cardiologi Usa. Seguendo i criteri di Corder si scopre che tre vini italiani, tra pochissimi altri in tutto il mondo, sono davvero un toccasana per il cuore. Si tratta del Sagrantino 25 Anni e del Sagrantino Collepiano della cantina Arnaldo Caprai e del Rosso Superiore della cantina di Mandrolisai, località dell’entroterra sardo. Che cos’hanno di particolare questi rossi? Sono ricchissimi di procianidine, sostanze che fanno parte della categoria dei polifenoli e che hanno, secondo Corder, una funzione importantissima nell’impedire il restringimento dei vasi sanguigni, vene e arterie. In sostanza, l’azione delle procianidine riduce la probabilità di subire un ictus o un infarto.
Lo studioso britannico ha iniziato a divulgare le sue scoperte sulle procianidine già a partire dal 2001, ma solo nel 2006 i suoi studi sono balzati alla ribalta in Gran Bretagna, in seguito alla pubblicazione del suo libro The Wine Diet. Nell’autunno del 2007 è uscita l’edizione americana, The Red Wine Diet, che ha dato ampia risonanza alla classifica dei vini sani di Corder (c’e anche un sito dedicato).
Risultati. Nel libro lo studioso ha pubblicato i risultati delle sue analisi su 300 etichette di tutto il mondo, assegnando loro una classifica che va dai cinque cuori per i vini più salutari, fino a un unico cuore per quelli meno ricchi di procianidine. Soltanto l’1,5% dei prodotti testati – 45 in tutto e tra questi i tre italiani – hanno meritato l’eccellenza e soltanto un altro 8,5% ha ottenuto i quattro cuori. La maggior parte dei rossi (gli unici vini ad avere le procianidine), cioè il 57%, non è andata oltre uno o due cuori. Corder vuole arricchire il suo database e invita produttori e winemaker a mettersi in contatto con lui, per realizzare i test e fornire una classificazione dei campioni inviati che indichi quanto facciano bene al cuore.
Il tutto a beneficio del consumatore. Dice il professore inglese: «Quando ho capito che i cibi con alto contenuto di polifenoli flavonoidi, come appunto le procianidine, fanno bene alla salute ho cominciato a studiarli con attenzione. Il vino rosso, sotto questo aspetto, è uno degli alimenti migliori, insieme ai mirtilli rossi e al cacao». The Red Wine Diet è quindi un libro che intende guidare a una scelta responsabile dei vini, che vanno assunti sempre in quantità moderate, non più di due bicchieri al giorno. «Anche perché – sottolinea Corder – i consumatori a volte possono essere i peggiori nemici di se stessi. Studi condotti nei Paesi dove è migliore l’assistenza sanitaria, come la Francia o l’Italia, hanno dimostrato che la gente tende ad acquistare i cibi o ad avere abitudini alimentari che tengono poco in considerazione gli effetti sulla salute». Una tendenza che andrebbe cambiata, magari – perché no? – anche attraverso una formazione intelligente messa in pratica dai ristoratori.

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