Metti la grappa nei grandi classici

Agli scozzesi il grano, ai messicani l’agave, ai francesi l’uva e agli italiani la vinaccia. Da quando l’umanità ha scoperto l’arte distillatoria ogni popolazione ha saputo tramutare ciò che la natura forniva in una bevanda che col tempo è divenuta il simbolo delle varie nazioni. Ogni distillato ha una storia affascinante: quella italiana è spesso legata a famiglie di umili origini alle quali, in cambio della manodopera nei campi, erano donate le vinacce dopo la vendemmia e ne veniva concessa la distillazione. Leggendo le storie dei grandi produttori di grappa spesso la costante è l’intuizione di una famiglia contadina che inizia una piccola produzione tramandata alle successive generazioni, che ne sviluppano il potenziale. Il distillato italiano ha vissuto sin’ora un destino altalenante: vendite quasi esclusivamente interne e consumi relegati al tradizionale dopo pasto. La scommessa che negli ultimi anni la nuova generazione di distillatori e di barman ha preso a cuore è di rendere la grappa un prodotto fruibile nei cocktail classici. Con risultati entusiasmanti.

Molto spesso, specie nei prodotti non invecchiati, gli aromi terziari del distillato – quelli relativi alla materia prima, che emergono in un drink attraverso la diluzione – risultano pungenti e sgradevoli all’olfatto e ne scoraggiano la bevibilità. L’utilizzo di vinacce provenienti da uvaggi selezionati e un sapiente lavoro del distillatore hanno dato vita a prodotti che, pur rispettando le caratteristiche note aromatiche della grappa, ne ammorbidiscono l’impatto olfattivo e, di conseguenza, quello gustativo. Esperimento interessante è quello di Bonollo con “Gra’it”, la grappa bianca da miscelazione presentata al mercato americano durante l’ultimo “Tales of the Cocktail” di New Orleans. Altri invece puntano sulle grappe aromatizzate, come la “Domòrum” al cacao criollo di Nannoni o creando una piccola produzione di distillati alla frutta come fa Capovilla. Vi sono poi i prodotti invecchiati come “Le Diciotto Lune” di Marzadro, la cui complessità di gusto può scatenare la fantasia dei barman.

La grappa e i classici

Ripensare ai grandi classici della miscelazione usando la grappa è un’idea interessante: ne sono un esempio i drink nati della collaborazione tra la distilleria trentina Marzadro e Leonardo Veronesi (membro del nostro drink team), presentati in un tour che ha toccato diverse città italiane. Tra questi c’è Le Diciotto Julep: con menta, zucchero e frutti di bosco Veronesi ha creato un drink che nulla ha a che invidiare allo “zio d’America” a base di bourbon. Altri esempi sono il Trentin Boulevard o il Ginger&Olive. Che sia con un Moscow Mule o un Negroni, un Old-fashioned, un French 75 oppure con una creazione del tutto personale e inedita, vale la pena di puntare al rilancio del distillato italiano per eccellenza.

I cocktail di Leonardo Veronesi del Rivabar, Riva del Garda (Tn)

Trentin Boulevard
Ingredienti 3,0 cl Amarone Giare Marzadro 1,5 cl Vermouth Antica Formula 1,5 cl Vermouth Carpano classico 3,0 cl Bitter Campari
Preparazione
Direttamente nel bicchiere o con throwing
Bicchiere old fashioned
Decorazione lemon peel, arancia essiccata o fetta di arancia fresca
Ghiaccio cubo / chunk / ice balls

Ginger & Olive
Ingredienti 4 cl Olia del Garda 12 cl Ginger Beer ½ lime rametto di menta
Preparazione Direttamente nel bicchiere
Bicchiere mug o vasetto o tumbler
Decorazione striscia di zenzero, oliva
Ghiaccio cubo

Le Diciotto Julep
Ingredienti 4 cl. Le Diciotto Lune 2,5 cl frutti di bosco frullati (o frutti di bosco) 1 cucchiaino di zucchero bianco 3 cl acqua naturale 4/5 foglie di menta
Preparazione Direttamente nel bicchiere
Bicchiere da julep o vasetto o tumbler
Decorazione rametto di menta, frutti di bosco, zucchero a velo
Ghiaccio granulare

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