Intelligenti e mutevoli

Che il bar rappresenti una piattaforma ideale dove sperimentare nuovi layout o contaminazioni tra i settori e i business più diversi è sotto gli occhi di tutti. Tanto che quando oggi si parla di bar o di pubblici esercizi in genere, aggettivi come camaleontico, polifunzionale o ibrido si sprecano. A raccontare questo laboratorio di idee c’è oggi un’iniziativa congiunta di Bargionale, Pianetahotel e Ristoranti-Imprese del Gusto (Gruppo 24Ore) che vuole proprio mettere in mostra l’evoluzione della “specie bar”. Battezzata “B.A.R. 24” sarà uno degli appuntamenti irrinunciabili alla prossima edizione di Host (Fieramilano Rho, 18-22 ottobre 2013): un palcoscenico multifunzionale dove troveranno posto i concept del futuro. All’iniziativa hanno già aderito professionisti con una solida reputazione come Silvio De Ponte (De Ponte Studio Architecture Design), Paolo Bulletti (Paolo Bulletti Design Bureau), Adolfo Suarez (Lombardini22), Emanuele Svetti (Studio Svetti) e Daniele Menichini (Studio di Architettura Daniele Menichini). Un’anticipazione di questo iniziativa la si è avuta lo scorso 9 aprile nel corso di uno dei più importanti appuntamenti della Design Week milanese e precisamente nel quadro dell’evento “18-24 La Nuvola al Sole – an instant exhibition on light and lightness” organizzato dalle testate b2b del Gruppo 24 Ore e tenutosi proprio nella prestigiosa sede del quotidiano economico di via Monte Rosa.

L’innovazione al primo posto

Un evento centrato sul concetto di luce e colore in architettura e comunicato attraverso filmati e video esemplificativi delle diverse soluzioni di progettazione applicate agli spazi di vita per l’abitare, il ritrovo e lo shopping. Clou dell’appuntamento la proiezione del film “La Nuvola” alla presenza della filmaker Elisa Fuksas e degli architetti realizzatori dell’opera omonima di Roma: Massimiliano e Doriana Fuksas. Uno scenario dunque perfetto per introdurre i concept di “B.A.R. 24” (a cui è stato dedicato un corner con totem grafici e filmati sponsorizzato da Schönwald). Qualche esempio? Quello congegnato Paolo Bulletti in collaborazione con Lombardini22, nota società di ingegneria e architettura, e denominato Smart Bar. Un modulo davvero “intelligente” quello pensato da Bulletti, professionista con una “vision” multidisciplinare e che tra le diverse esperienze professionali vanta una profonda esperienza nel settore wellnes occupandosi di centri benessere e spa. E difatti lo “Smart Bar” non solo è ideato per spazi alberghieri, ma è un punto di congiunzione ideale tra le nuove tecnologie e il benessere delle relazioni: qui il pubblico esercizio “recupera” in pieno il suo spirito originario di luogo sociale e si presenta come uno spazio accogliente “punteggiato” da superfici interattive che consentono la telepresenza e l’accesso alla raccolta e all’elaborazione di informazioni sia sull’entertainment e la pubblicità, sia per le comunicazioni fra locale e cliente.
Un ambiente trasformista dove cambia l’atmosfera a seconda dei momenti della giornata. «La varietà di sedute e di assetti proposti – rimarca Bulletti – enfatizza i diversi modi di vivere l’esperienza bar: al bancone, in solitudine o in piccola compagnia. E ancora: ai tavoli, per la conversazione o il lavoro, oppure nella zona lounge, per la convivialità o l’intimità». La dimensione tecnologica è presente anche nel format iBarConcept, progetto pensato per l’hotellerie da Silvio De Ponte, numero uno dell’omonimo studio milanese noto per una creatività particolarmente innovativa che si manifesta dai progetti architettonici al design degli interni e degli arredi, dalla retail identity al product design. «Si tratta – spiega l’architetto – di una superficie che si può sviluppare in pianta secondo differenti modalità ed in base a diverse funzioni che si vogliono ottenere. Le funzioni che si trovano sulla parete sono altamente informatizzate, sulla superficie ci sono alcuni dispositivi di “automatic retailing system” (distributori automatici interattivi e aperti alle logiche del web, ndr) che permettono di ricevere non soltanto una semplice distribuzione di cibo, ma anche di poter inserire ed integrare ulteriori “interfacce” che comunicano e dialogano tra di loro». iBarConcept è on line 24 ore su 24, perfettamente interconnesso e integrato con il sistema informatico dell’hotel, e diventa il perno di un nuovo modello di servizio al cliente, sempre disponibile e in grado di dialogare naturalmente con l’ecosistema digitale . «Ma l’iBarConcept – aggiunge De Ponte – non è solo un sistema e una struttura architettonica di design adatta e posizionabile all’interno degli hotel. Essa può vivere anche come semplice servizio bar e caffetteria dove poter fare una colazione self service, leggere o socializzare». Sulla poliedricità degli spazi e sulla mutevolezza delle atmosfere insiste un altro progetto avveniristico, il Cloud Bar di Emanuele Svetti, a capo di uno studio che si muove con disinvoltura nella progettazione di spazi ricettivi, direzionali e commerciali, con particolare attenzione allo studio degli interni di spazi alberghieri. «Si tratta di un bar mutevole – spiega Svetti – che vive di luce , ma può essere esso stesso luce. È composto da una struttura metallica poliedrica, leggera e funzionale». Last but not least c’è il “Bar goloso” di Daniele Menichini, eclettico professionista con base a Piombino: qui si entra in una dimensione vicina ai territori del food design con i punti vendita trasformati in contenitori multisensoriali e “golosi” come una torta a strati. Il concept di Menichini è, dunque, un luogo concepito con volumi solidi sovrapposti che servono a dividere gli ambienti o a rivestire la pareti e che essendo vuoti consentono di essere trasformati in vasi per elementi ikebana o per verde naturale, oltre a divenire corpi illuminanti che ne mettono in evidenza la scultura volumetrica.

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