Fabbrica Mojito

Cocktail bar, negozio, scuola, laboratorio, teatro per il flair. Compirà due anni il prossimo ottobre, ma nel quartiere della Bastiglia, lì dove si concentra la gran parte dei nottambuli parigini, è già un punto di riferimento. Il Mojito Lab, immaginato dal mixologist Laurent Greco, e realizzato in partnership con Bacardi, ruota intorno al Mojito e alle sue declinazioni. «Il nostro laboratorio intitolato al Mojito è nato in risposta a una domanda del pubblico»- sottolinea Laurent Greco. – Abbiamo in carta dieci varianti del Mojito a base di frutta fresca (fragole, lamponi, frutto della passione, anguria, pesca bianca ecc.) e altrettante specialità originali come il Mojito con zenzero o con zucchero filato (lllusion Mojito)». Guidano la classifica dei più bevuti The Fresh Raspberry, a base di combava, un agrume originario dell’Asia del Sud, dal gusto simile alla lemongrass (erba limonina), e lo Smoky Mojito, un affumicato con menta piperita servito sotto la cloche. Drink tridimensionali, nel senso che soddisfano l’appetito del cliente da almeno tre punti di vista: visivo, olfattivo, degustativo. Una sezione del menù presenta in modo analitico le caratteristiche degli otto tipi di menta presenti nel bar: menta piperita, menta marocchina, yerba buena (quella dei Mojito Doc), menta elvetica e le varietà agli aromi di bergamotto, banana, cioccolato, fragola.

C’è anche la Mojito School
Tutti i tipi di menta sono acquistabili, dalle undici del mattino alle sette di sera, nel Lab Shop all’interno del locale. La menta è coltivata in esclusiva per il Mojito Lab nelle valli ai piedi dei Pirenei dall’erborista Rudy Bastelica, pioniere dell’idrocoltura in Francia. Al Mojito Lab non c’è una lista cartacea e tablet e smartphone possono restare spenti. Per consultare il menù del locale sono stati collocati dei tavoli digitali interattivi, che forniscono informazioni anche sulle attività del locale. Molto apprezzata è l’iniziativa Mojito School, una vera palestra, destinata al pubblico, dove s’insegnano le regole base di un buon tropicale. La scuola è aperta quasi tutti i giorni, a un massimo di 15 apprendisti. Ci sono due corsi per divenire un virtuoso del Mojito. Il primo è chiamato “Mojito Lab” (35 euro l’iscrizione al corso) e propone agli allievi di confezionare e degustare tre cocktail tra cui un analcolico; nell’altro corso, chiamato “Mojito Lab and Food” (45 €) si insegnano altre specialità a base di menta come i falafel della tradizione araba al gusto di menta o il fondant au chocolat in versione Mojito. Le lezioni sono guidate da Jérome Brunet. Della squadra del locale fanno parte barman eccellenti come Jean-Marc Pothier, già campione nazionale francese di flair, e Rafael Arce, tra i nomi storici del settore, nella doppia veste di barman e dj. «Investo sul gruppo di lavoro, credo nella formazione e nell’attaccamento alla maglia. In squadra non arriviamo a 10 elementi, ma sono più che sufficienti. Un operatore motivato vale doppio». Conclude così Laurent Greco, un passato da capo barman al Bar None di Miami, premiato nel ’95 e nel ’96 tra i migliori barman d’America; ha partecipato al lancio di famosi bar parigini come Barlotti, Chai 33 e Asian, per poi spostarsi a Singapore dove ha guidato come beverage director la catena Tung Lok Group e i suoi 29 ristoranti. Fondatore del magazine Cocktail Zone ha creato nel 2009 la società Liquid Chef Paris.

CONDIVIDI

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome