Cuccuma experience

Bistrot Milano Centrale è un nuovo format di Autogrill che ha recentemente debuttato negli spazi ristrutturati dell’ex sala d’aspetto di terza classe del più importante scalo ferroviario della metropoli lombarda. Uno spazio di 1.000 mq che si ispira al layout dei mercati urbani coperti e che è stato sviluppato in collaborazione con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cn). L’obiettivo è di proporre un luogo sostenibile, con particolare attenzione al rispetto dell’ambiente naturale, alla cultura e all’economia del territorio, anche attraverso l’uso di arredi naturali, nella prospettiva di limitare gli sprechi e di favorire pratiche virtuose anche nella clientela. Un concept, dunque, che valorizza l’artigianalità del “made in Italy” più tipico attraverso un’offerta gastronomica distribuita su 6 aree alimentari. Abbiamo così, ad esempio, l’area del “Forno” con un reparto panificazione direttamente alla vista del cliente che propone un ampio assortimento di pizze, nonché una grande varietà di pane, preparato con il lievito madre. O l’area delle “Cucine di strada” che combina i piatti tipici della tradizione gastronomica regionale lombarda, tra cui il riso al salto e i gratinati, con le specialità “street food” come i cartocci di fritto. Ovviamente, c’è anche uno spazio dedicato al caffè, ma non è un inno all’espresso italiano come uno potrebbe aspettarsi. Qui infatti Autogrill ha rinverdito usi e costumi che sembravano ormai confinati tra le mura domestiche, proponendo un autentico caffè napoletano preparato nella classica cuccuma. La miscela è 100% Arabica e composta da tre origini diverse tostate singolarmente. Una rivoluzione di non poco conto: la cuccuma al bar non si era infatti ancora vista. «È vero – spiega Ezio Balarini, group chief marketing officer di Autogrill – ma con il format Bistrot abbiamo voluto intraprendere un percorso orientato alla sostenibilità che ha l’ambizione di cambiare la cultura dell’alimentazione delle persone che viaggiano. Le trasformazioni sociali e culturali stanno portando, infatti, a un ripensamento del ruolo e della funzione della ristorazione: Bistrot si pone, dunque, come un concept che recepisce le istanze di un consumatore che non subisce passivamente le proposte del mercato». Da qui l’integrazione di valori come quelli dell’autenticità, della tipicità e del rispetto dell’ambiente, espressi attraverso un’offerta prodotti provenienti da fornitori locali, l’utilizzo di materiali ecocompatibili o di servizi come il corner “acqua del sindaco” dove viene erogata gratuitamente acqua potabile da un rubinetto a libero servizio».

Caffè e memoria

L’idea della cuccuma al Bistrot è quindi del tutto coerente a un ritorno a “una cultura del fare” che trasversalmente interessa tutte le aree alimentari del punto vendita milanese.
«Esatto- conferma Balarini- recuperando la tradizione napoletana abbiamo voluto legarci ai valori della semplicità e della memoria: di come un tempo si facevano le cose. Ad oggi il riscontro è positivo: serviamo oltre 700 caffè al giorno. Certo è un modo diverso di vivere la pausa, ma sappiamo bene che i consumatori di caffè non sono un target univoco. Qui la caffetteria svolge un ruolo socializzante. Una funzione oggi sempre più apprezzata».

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