Asti spumante: biondo, dolce e pure cosmopolita

Vino –

L’Asti spumante fa da apripista per il vino italiano in nuovi mercati. Infatti India, Cina, Stati Uniti aumenteranno i consumi nei prossimi anni. E già oggi sono interessanti i Paesi dell’Est

Crescono Medio Oriente e Africa, stabile l'Europa, salgono l'Asia e l'area del Pacifico, calano il Sud e Centro America, cresce il Nord America. Gli andamenti nel mercato mondiale del vino (nel periodo 2000 - 2006) emergono dalla ricerca Datamonitor effettuata per conto del Consorzio per la tutela dell'Asti. Numeri che “raccontano” di nuovi Paesi consumatori. Come Russia, Ucraina, Bulgaria, nazioni cresciute del 16% circa, o di Cina e India, più 7,4%. O, in un Europa stabile, di Svezia, Gran Gretagna, Norvegia circa 4%.
Vari i fattori che spiegano tali tendenze. Se l'Europa centrale e meridionale sono mercati maturi, già grandi consumatori, in Cina e India i consumi sono minimi e lasciano grandi spazi di crescita. In India, per esempio, il pro capite è pari a un cucchiaio da tè, ma con un miliardo di cittadini, una classe media che cresce e nuovi stili di consumo già in atto è facile immaginare che gli incrementi saranno enormi.
E l'Asti Spumante, committente della ricerca? Ricalca, segue e anticipa le tendenze in atto. Intanto amplia enormemente il volume venduto passando da poco meno di 71 milioni di bottiglie vendute nel mondo nel 2006 a quasi 79 milioni nel 2007 (78.775.000 per la precisione). E poi esce dal fine pasto, accompagnando sempre più spesso tutte le portate. Un trend favorito dalla campagna che lo vede abbinato a ostriche e formaggi, oltre che naturalmente ai dessert.
C'è poi da sottolineare che la Germania ha ormai raggiunto l'Italia in quanto a consumi (ci dividono 60 mila bottiglie circa su un totale italiano di 15 milioni 667 mila bottiglie, circa 600
mila in più rispetto l'anno precedente). Grandi amanti dell'Asti Docg, poi, gli
Stati Uniti che con 12.380.000 bottiglie si piazzano al terzo posto tra gli estimatori delle bollicine astigiane. È vero che l'Asti qui cresce meno che altrove, ma la cosa non spaventa. Un po' per il volume già ragguardevole, un po' anche perché gli Stati Uniti hanno (secondo il Wine Council americano) una prospettiva di crescita eccellenti. Tanto che, secondo la società di ricerche Gallup, il 39% dei consumatori Usa nel 2005 ha indicato il vino quale bevanda preferita contro il 27% che lo indicava nel 1992.
I motivi di successo dell'Asti Spumante non sono casuali, ma vanno cercati nelle iniziative messe in atto dal Consorzio. Per esempio in Russia (7 milioni di bottiglie nel 2007), dove ha condotto una mirata campagna stampa su testate consumer di alto livello. O in Germania dove ha organizzato serate a tema a Monaco, Amburgo, Francoforte e Berlino. O negli Usa, dove l'Asti Docg è stato protagonista all'Italian Film Festival.

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