
Edificio a sette piani collegato a una mediateca
Sono 172 le camere, suddivise in cinque tipologie, con superfici che vanno dai 15 mq delle camere standard ai 35, con terrazzo privato, della suite: il tutto in un edificio di sette piani collegato con una mediateca e delle residenze private. Il progetto è dall'architetto Roland Castro, noto in Francia per i suoi interventi di architettura sociale. Il quartiere è quello di Saint Blaise, nel 20° Arrondissement, dietro il cimitero di Père Lachaise, zona di artisti e di piccoli commerci, uno degli angoli di Parigi che sembra una cartolina d'altri tempi, oggi in pieno sviluppo. In ogni camera un iMac Apple da 24 pollici è il media center per collegarsi a internet senza fili, per guardare la tv o un dvd, ascoltare un cd o chattare con iChat. Le pareti sono grezze, protette con una vernice trasparente; per pavimento la moquette riproduce frasi e parole poliglotte tratte da libri, canzoni, film. L'arredo è fatto di segni: una sedia disegnata da Starck, il letto con materasso ultracomodo, lampade da cantiere coperte dalla maschera di un supereroe dei fumetti. Di fianco al bagno una piccola cucina dove l'ospite può prepararsi una bevanda calda o riscaldare al microonde qualcosa acquistato fuori o al piano terra, dove ci si serve a qualsiasi ora del giorno e della notte dagli armadi di fronte alla reception. Perché al Mama Shelter non c'è room service, retaggio di un'idea di hotellerie aristocratica: qui siamo in territorio democratico, non solo per l'informalità del luogo, ma anche perché i prezzi vanno da 79 a 299 euro per notte. Nondimeno il servizio, nella sua accezione di accoglienza e di attitudine delle persone è curato nei minimi dettagli. «Proprio perché spesso negli hotel di design questo aspetto è deficitario - spiega Serge Trigano - abbiamo affidato la selezione e la guida della squadra di giovani motivati e amabili a Jean-Claude Elgaire, storico chef concierge del Plaza Athénée». Nei corridoi, vicino all'ascensore, sono riportati su uno specchio, utilizzato come un moderno tatzebao, tanto gli avvenimenti parigini del giorno quanto i messaggi degli ospiti.
Chic-Chic bar, soprattutto un'area per socializzare
Il cuore di questo “ristorante con camere” è però al piano terreno. L'Island bar, con i suoi cocktail e il Chic-Chic bar, ristorante brasserie affidato a Senderens, un grande spazio senza soluzione di continuità dove tutto è studiato per favorire l'incontro. L'ambiente è grande, arredato con un mix di icone del design, di sedie dismesse da qualche scuola e da comodi e ampi divani di Ikea. A rimarcare la vocazione multiculturale del luogo, sul soffitto le frasi in diverse lingue si rincorrono, scritte con i gessetti da writers del quartiere. E poi i grandi schermi incastonati nelle colonne sui quali gli ospiti possono postare immagini, messaggi, video in puro stile web 2.0, il calcetto extra large appositamente realizzato, la sala con gli iMac per collegarsi a internet o per chattare, il tavolo lungo 12 metri con schermi integrati al piano dove condividere i pasti pensati dallo chef che ha legato il suo nome al Lucas Carbon di Place de la Madeleine. I piatti sono all'insegna della semplicità, della cucina buona e famigliare in un ambiente totalmente decontratto.In un concept di questo tipo non può mancare la musica. Per inciso di fronte all'albergo si trova la Flèche d'Or, tempio internazionale del pop-rock. «La musica è un potente strumento che avvicina le persone sotto tutte le latitudini - commenta Serge Trigano - si tengono concerti live, dj set e qui “Comme à la radio” registra i suoi programmi diffusi via internet». In questo "kibbutz urbano" o "monastero laico", come lo definiscono i Trigano c'è poi spazio per una lavanderia a gettoni o per la sala yoga, e da qui si può andare alla scoperta della città noleggiando uno scooter elettrico o una 500 nuova di zecca, oppure una limousine con autista. L'avventura del Mama Shelter è cominciata a settembre, ma Rue de Bagnolet è già diventato un indirizzo da non perdere a Parigi, con soddisfazione della proprietà, visto che bar e ristorante sono sempre affollati e tra gli ospiti (40% francesi, 60% internazionali) e c'è chi è già tornato tre o quattro volte. Ma non sarà l'unico, perché entro l'anno è già prevista una nuova struttura sempre in Francia (a Marsiglia o a Lione) con l'obiettivo di arrivare a 7 alberghi entro il 2012. Prima di affrontare l'Europa, Italia compresa.



























