Alcol e fumo: attenzione agli under 18

Norme&fisco –

Il Decreto Sanità inasprisce le sanzioni ai pubblici esercenti che vendono tabacco, bevande alcoliche o giochi ai minorenni. E fissa nuove regole per le bevande a base agrumi (dovranno avere il 20% di succo di frutta) e sull’uso di latte crudo in gelateria

Stretta contro fumo e alcol ai minorenni. Dal 1° gennaio 2013 chi vende prodotti del tabacco o bevande alcoliche ha l'obbligo di chiedere all'acquirente un documento d'identità, tranne quando la maggiore età è manifesta.
Per chi vende alcol e tabacchi ai minori di 18 anni sono previste sanzioni amministrative da 250 a mille euro. Sanzioni che, se il fatto è commesso più di una volta, raddoppiano (passando da 500 a 2mila euro) e si accompagnano alla sospensione della licenza per tre mesi.
Le nuove regole sono contenute nel Dl 158/12, il cosiddetto Decreto Sanità (noto anche come Decreto Balduzzi) convertito nella legge 189/2012, che è intervenuto altrettanto severamente sulla distribuzione automatica.

Occhio ai distributori
L'esercente che somministra, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcoliche a un minore di 16 anni, o a persona che appaia affetta da malattia di mente, o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un'altra infermità, è punito con l'arresto fino a un anno. Così recita l'articolo 689 del codice penale. Ora a quell'articolo si aggiungono altri commi, secondo i quali la stessa pena si applica a chi trasgredisce attraverso distributori automatici che non consentano, tramite sistemi di lettura ottica dei documenti, la rilevazione dei dati anagrafici dell'acquirente. La sanzione non si applica se sul posto è presente personale incaricato di effettuare il controllo. Mentre per i “recidivi” l'importo aumenta e va da mille a 25mila euro, con la sospensione dell'attività per tre mesi.

Sicurezza alimentare
Le bibite analcoliche con nomi di fantasia, il cui gusto e aroma - secondo l'art.1 della legge 286/1961 - «deriva dal loro contenuto di essenze di agrumi, o di paste aromatizzanti di agrumi», devono contenere succo di frutta in percentuale non inferiore al 20% (in precedenza era il 12%). Dall'entrata in vigore della legge (11 novembre), l'industria ha nove mesi per mettersi  in regola e otto mesi per smaltire le scorte, cioè le bibite che non rispettano il nuovo contenuto minimo.
Nuove regole anche per il latte crudo: l'operatore che lo immette sul mercato deve riportare sulla confezione del prodotto le informazioni indicate con decreto del ministro della Salute. In caso di vendita diretta, deve esporre un cartello che informi i clienti di consumare il prodotto previa bollitura.
Chi usa il latte crudo per produrre gelati deve invece garantire che durante le fasi di lavorazione il latte sia sottoposto a trattamento termico, secondo il regolamento Ce 853/2004. Se non si seguono le regole, è prevista una sanzione da 2mila a 20mila euro.

Approfondimenti

Il decreto Balduzzi
Le nuove regole sono contenute nel Dl 158/12,
il cosiddetto Decreto Sanità (meglio noto come Decreto Balduzzi) convertito nella legge 189/2012, intervenuto con nuove regole anche in tema di giochi nei pubblici esercizi

Alcol e divieti
Il divieto di somministrazione contenuto all'articolo 689 del codice penale non riguarda solo il consumo diretto, nel locale, ma in generale la vendita al dettaglio. Le stesse sanzioni previste si applicano a chi cede alcolici a persone in manifesto stato di ubriachezza (art. 691 codice penale). La regola deve esser tenuta presente non solo dal gestore, ma anche dal personale di servizio. La Cassazione (sentenza n. 42248/2004)
ha infatti stabilito che esiste una responsabilità anche se chi serve la consumazione non è l'esercente in persona.

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