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A caccia di nuove idee? Ecco come stimolarle

Creatività

A caccia di nuove idee? Ecco come stimolarle

Non a tutti viene naturale individuare strade e soluzioni per differenziare la propria offerta. Un prezioso libro insegna una serie di strumenti per sviluppare proposte originali. Ve ne sveliamo alcune

Andrea Mongilardi

14 Maggio 2010

Alzi la mano chi non ha sentito, almeno una volta, la famosa frase «Per avere successo occorre differenziarsi». Per riuscirci, occorre essere dotati di una buona dose di creatività. E chi non ce l'ha? Niente paura: la può stimolare. «Nel campo della creatività - afferma Gianni Clocchiatti, facilitatore di gruppi creativi - è stata messa a punto una serie di tecniche, alcune delle quali davvero semplici, che permettono di facilitare la produzione di nuove idee e di cambiare il modo di pensare. Già, perché se non si comincia a pensare in modo diverso non si riuscirà mai a fare business in modo nuovo». Clocchiatti ha riassunto in un libro (“Creatività per l'innovazione”, ed. Franco Angeli, pagg. 214, 21 euro) gran parte delle tecniche usate dai professionisti della creatività. E ha selezionato per i nostri lettori quelle più facilmente applicabili per chi vuole trovare nuove idee per sviluppare la propria attività. «Dietro il successo di un prodotto o di un servizio - spiega - c'è spesso un bisogno che nessuno aveva ancora soddisfatto. La tecnica migliore per identificarli è quella di mettersi nei panni degli altri. Provate a mettervi nei panni del vostro cliente, ragionando come se foste lui/lei. Chiedetevi cosa vorrebbe e pensate a come poter soddisfare la sua richiesta. Cominceranno a nascere nuove idee e qualche soluzione. Dopodiché, potrete fare la stessa cosa mettendovi nei panni dei fornitori, dei vicini di casa, dei negozianti vicini, dei vostri dipendenti o di chiunque vi crei un problema». Una tecnica simile è quella cosiddetta della “catastrofe”. Che ha il vantaggio di essere anche molto divertente. «Provate a immaginare cosa fareste per mandare in rovina il bar vostro concorrente. Vi verranno in mente le cose peggiori. Fatene un elenco. Dopodiché, pensate cosa fareste se capitasse a voi. Avrete preparato un perfetto piano anticrisi e individuato una serie di possibili aree di miglioramento per la vostra attività».

Chi sono quelli fuori?
«Un altro semplice esercizio - afferma Clocchiatti - è quello di provare a fare un elenco di tipologie di persone che da voi non entrano mai. Chiedetevi perché. Spesso scoprirete che non entrano perché non trovano nulla di adatto a loro. Penso per esempio ai celiaci, ai diabetici. Ma anche, più banalmente, a clienti che un bar ha e un altro no. Se si vogliono conquistare, occorre provare a pensare a cosa poter loro offrire per far sì che decidano di venire nel vostro locale».

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